giovedì 30 dicembre 2010

SUSANNA TUTTA PANNA

Che Cremaschi non fosse un tipo facile è riconosciuto; è un rivoluzionario, uno che ha sempre la lotta nel cuore e quando gli manca, trova sempre l'occasione anacronistica di parlare di "non si potrà che rispondere con la lotta e la mobilitazione democratica" come ha fatto in occasione dell'ultimo accordo su Mirafiori bollandolo come fascista (.. addirittura) e invocando lo sciopero generale.
Se ci fosse stato "mollica Epifani" non avrei avuto dubbi: avrebbe assecondato il Cremaschi e avrebbe anche lui gridato allo scandalo.
Ma da Susanna mi sarei aspettato un atto di coraggio, una presa di posizione piu' conciliatrice. Invece, anche lei,  si è sciolta come il famoso formaggino nella minestra davanti al passionario Giorgio e alle sue utopie di rivoluzione.
E' vero è solo l'inizio, ma chi ben comincia...
Non mi scoraggio e non lo fate neppure voi. Sono convinto che anche la CGIL prenderà posizioni piu' diplomatiche, piu' ragionevoli, che favoriscano i lavoratori e non gli interessi del sindacato.
Sono ottimista perchè non può essere altrimenti, non per la FIAT di cui non me ne importa un fico secco, ma per il lavoro, non solo quello di Mirafiori, ma quello di migliaia di altri metalmeccanici rappresentati dalla Fiom.
Perchè in Germania, in Francia e in Spagna, facendo il contrario di quanto fato in Italia dal sindacato dei lavoratori piu' rappresentativo hanno rimesso in moto l'economia, hanno creato nuovi posti di lavoro.
Perchè non può essere altrimenti che l'accordo firmato da Cisl, Uil e Ugl. Che Cremaschi, mente di Landini, lo capisca. Che la Camusso non faccia il formaggino, ma in modo deciso e convincente, riformi quel sindacato che prende il nome di CGIL.

mercoledì 29 dicembre 2010

I PAN DEL TONI

Del panettone potrei scrivere migliaia di parole che ti risparmio, gentile lettore.
Lo mangerei tutto l'anno a colazione, dopo pranzo e dopo cena. E' quel giusto mix di dolce e non-dolce che adoro. Insomma per me, signor RGV, è il massimo.
Ogni Natale ne assaggio di diversi per confrontarli e commentarli con me stesso. Adesso le mie considerazioni, purtroppo per te che leggi, le scrivo.
Nell'inverno del 2010 ho mangiato il panettone della Pasticceria Martesana di via Cagliero a Milano e quello della panetteria Longoni di Carate Brianza in provincia di Monza.
Ecco quello che penso.
1) Pasticceria Martesana. 26 euro al kilo. Una delizia, una prelibatezza. Scaldato al forno per qualche minuto rivela da subito la sua artigianalità. Dal colore, molto giallo, evidente segnale di presenza di burro fresco e uova nell'impasto. Nella consistenza e fragranza, segno della perfetta lievitazione e della cottura corretta. Insomma da assaggiare e come ha scritto Visentin, gastronomo del Corriere Milano, forse il migliore del 2010.
2) Panetteria Longoni. 20 euro al kilo (...altrimenti in Brianza non te lo compra nessuno). Lui, il Longoni, una certezza, panificatore giovane ma determinato nella scelta degli ingredienti, molti dei quali presidi Slow Food e grande utilizzatore del lievito madre. Il suo panettone una sorpresa. Decisamente meno carico di quello della Martesana, proprio nella sua delicatezza esprime la sua deliziosità. Spiccano le uvette buonissime e la morbidezza dell'impasto, anche in questo caso risultato di ore  e ore di lievitazione naturale. Completa la bontà un'ottima cottura dell'impasto.
Insomma due panettoni che valgono un viaggio.
Tra i tanti che ho provato negli scorsi anni permettetemi di citare: Cova di Montenapoleone, un classico sempre attuale; Sant'Ambroeus, una certezza tra le pasticcerie storiche; Peck, classico panettone di alta gastronomia.
Ma davvero il 2010 è stato una sorpresa e Martesana e Longoni, con due tipi diversi di arte pasticcera, mi hanno positivamente impressionato. 
Buone feste, sempre, mi raccomado, in compagnia di un ottimo Pan del Toni. 

martedì 28 dicembre 2010

UN FEDERALISMO NON FEDERABILE

Che la riforma federalista (o quella che dovvrebbe esserlo) portasse delle diseguaglianze nel nostro paese non mi sembra davvero una notizia. Che Milano guadagnasse di più' di Napoli mi sembra piuttosto evidente. Non ci volevano gli studi della Commissione tecnica paritetica per l’attuazione del federalismo fiscale (COPAFF) analizzati dal bravo on. Stradiotto.
Una riforma federale fiscale è valida se:
1) c'è un controllo serrato e puntuale sul pagamento delle imposte;
2) vale il principio di sussidiarietà, cioè quello per cui le regioni più ricche aiutano quelle più povere;
3) sia una riforma graduale che porta le regioni meno ricche ai livelli di quelle piu' danarose in un periodo di tempo medio-lungo prefissato;
4) esiste un grande senso di unità nazionale.
Ci sono questi presupposti? Direi di no. Mancano nella legge come mancano nella cultura degli italiani.
Disse bene Claudio Martelli, ex ministro della giustizia degli anni 90, che non c'è federalismo senza unità.
Ma l'unità oggi è solo nelle celebrazioni. Nord contro sud, terroni contro polentoni, è un fatto quotidiano. Tutti a rivendicare il proprio campanilismo solo per mostrarsi, ma senza dimostrare nulla.
Non è l'indipendentismo basco, che a parte le azioni terroristiche, rappresenta una cultura diversa.
Il nostro è solo indipendentismo opportunistico. Della Lega per far contente le valli e del sud contro lo strapotere del nord.
E avanti così con il federalismo delle diseguaglianze. In nome di Bossi terrone e di Tremonti maneggione.

giovedì 23 dicembre 2010

DOMENICO MEGLIO DI WALTER

Facile la battuta, direte voi: ci vuole poco ad essere meglio di Walter. Ebbene si, è vero. Ma state attenti, questo è stato purtroppo il segretario del maggior partito di opposizione (opposizione per dire...) e anche candidato alla presidenza del consiglio; è incredibile, ma purtroppo è vero. Quando lo racconteremo ai nostri figli non ci crederanno o ci prenderanno per idioti. Fortunatamente io non ho nemmeno l'onta di averlo votato, e non votando neppure Silvio, seppur ho espresso il mio voto, di quelle elezioni mi sento poco responsabile.
La comica è che oggi Walter ha detto a Domenico che è scalmanato, insultandolo (!!!) profondamente. Domenico si è difeso dicendo che Walter è un parlamentare improduttivo. Ma va? Davvero?
Ma lascialo stare Walteruccio nostro, lui è pieno di ideali, ama l'Africa (anche se l'Africa non lo ama) e crede ancora nel cattocomunismo.
Il bambino Walter, maestro del "ma anche", del "va bene tutto", oggi di nuovo ha dimostrato la sua inconsistenza personale e politica. Domenico stava l'amico di Walter, Tonino, con cui ha ripetutamente perso elezioni; l'alleanza, escludendo i veri riformisti, l'ha fatta Walter. L'errore è suo. E non si deve dimenticare di essere colpevole due volte perchè il compagno di merende di Domenico, l'imprenditore Massimo l'ha portato Walter in parlamento e come tanti, compreso Domenico, l'ha preso per il culo.
Walter, davvero, cambia lavoro. Fallo per l'Italia.

mercoledì 22 dicembre 2010

ON. GIACOMO PRESTI

Oggi ha lasciato il partito l'on. Giacomo Presti perché il gruppo parlamentare alla Camera non ha preso in considerazione una sua richiesta votandogli contro. Peccato che l'on. Giacomo Presti non sia un semplice parlamentare, ma un Ministro della Repubblica, in qualche modo sfiduciato dai suoi stessi sostenitori. Lui, allora, con dignità, ha detto grazie e arrivederci, accasandosi nel gruppo misto. Povero Giacomo e povero Partito.
Gli unici contenti sembrano quelli dell'opposizione, quelli del PD insomma, che hanno subito detto, attraverso un loro importante esponente pugliese munito di arguti baffetti: "meno male, adesso abbiamo anche un quarto polo con cui allearci, semmai non bastasse il terzo; d'altronde la politica è fatta di voti e se noi non riusciamo a prenderli, cerchiamo di chiederli in prestito da altri, non per il potere, ma per rinnovare il nostro Paese"
Povero on. Presti Giacomo, poveri cittadini, povera Italia.

domenica 19 dicembre 2010

BINDI NON ERANO TORTE?

Il nome Bindi  è famoso per la nota marca di dolci presente in molti ristoranti. Purtroppo però Bindi è anche il nome di una simpatica deputata del PD, ex PPI, ex democristiana. L'abbiamo spesso apprezzata per il suo populismo. Per questo non bisogna sorprendersi delle sue ultime dichiarazioni televisive sulla prima repubblica. La nostra Rosy nazionale sta nel PD, perchè, sotto mentite spoglie di un partito democratico (di nome ma non di fatto), ha invece in cuor suo quel senso di rivalsa e di protesta inutile tipico dei grillini, dei dipietristi alla prima maniera, dei leghisti con il cappio. Lo ha dimostrato molto spesso e lo ha confermato anche a Ballarò la scorsa settimana. Se da un lato avrebbe potuto rappresentare il nuovo cattolicesimo socialdemocratico, dall'altro, la Rosy è sempre attratta dalla protesta facile e amata dal popolo disinteressato a capire davvero. Peccato, che a vedere le percentuali del PD, non serva a prendere voti e soprattutto non serva a lei per uscire da quel cattocomunismo radical-chic che l'ha sempre contraddistinta, quello che dice sempre no, che protesta ma che non costruisce. Cioè inutile. Se vuole uscire dalla battuta "è più bella che intelligente" deve cominciare a fare politica e a rispondere con i fatti e non solo con critiche alle richieste della gente.
E da re delle torte, Bindi, in Wikipedia, potrà diventare anche un politico.

venerdì 10 dicembre 2010

PICCOLE SODDISFAZIONI

Mercoledì 8 dicembre ho avuto tre piccole soddisfazioni, perché chi si accontenta gode.
Le prime due dal Corriere della Sera. Il temutissimo e conosciutissimo Fareed Zakaria, tra i più influenti analisti politici USA, ha confermato, in un intervista ad Alessandra Farkas (clicca qui per leggerlo) che le notizie diffuse da Wikileaks erano tutte già risapute. Infatti alla domanda "Quali rivelazioni l'hanno sorpresa di più?", lui ha risposto «Dopo aver trascorso ore a leggerli, posso dire d' aver trovato solo moltissimi pettegolezzi e cavilli, ma nessuna vera sorpresa». La stessa considerazione fatta qui nel post "SEGRETI DI PULCINELLA" del 6 dicembre scorso.
Il mitico Gian Antonio Stella (clicca qui per leggerlo) ribadisce il populismo del simpatico Matteo Salvini, qui sottolineato in due post.
Infine, forse, la gratificazione più grande. La beffa Fini dichiara "pronti ad un Berlusconi-bis"; avevo scritto che non capivo la strategia del Presidente della Camera e adesso ho la risposta: nessuna strategia. Ah ah ah, che ridere! Vediamo come andrà a finire.