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domenica 23 ottobre 2011

CORRI PER SEMPRE

Adesso che non c'è più, tutti spenderanno milioni di parole per ricordarlo, amici o nemici che fossero. Adesso che non c'è più tutti gli erano amici, lo conoscevano bene anche se non lo avevano mai visto.
Io ho avuto la fortuna di incontrarlo un paio di volte per lavoro. Non lo conoscevo, ma mi ha sempre dato l'idea di un bravo ragazzo, scanzonato, che voleva divertirsi: un bagaiot, come direbbero le nonne brianzole.
Non ho mai amato le corse, nè quelle in macchina tantomeno quelle in moto; le ho sempre ritenute troppo pericolose in rapporto alla scarsa forza sportiva che esprimevano. Nel periodo però che ho dovuto confrontarmi con la Moto GP, seppur indirettamente per lavoro, invece devo dire che ho trovato più agonismo di quanto credessi e Simoncelli è stato uno di quelli che mi ha fatto pazialmente cambiare idea; la sua passione, la sua competitività, la voglia di migliorare, nonostante fosse un bagaiot, erano caratterisitche che non avevo mai associato alle moto nemmeno con il fenomeno di Rossi.
Lo voglio ricordare così, per questa sua capacità di farti interessare ad uno sport anche se non lo conosci tecnicamente a da cui ti senti particolarmente lontano. E' una grande dote che non va persa. Non piangiamolo, ricordiamolo, magari valorizzando questa sua capacità di coinvolgere. Solo così correrà per sempre.  

martedì 15 febbraio 2011

LETTERA IMMAGINARIA

Al Presidente e Amministratore Delegato
della Pallacanestro Olimpia Milano
Via Caltanissetta
20100 Milano

Caro Proli
devo essere sincero. Quando hai riportato Peterson sulla panchina di Milano, molti come me, ti avrebbero fatto un monumento in Piazza Duomo.
Devo dire che la cosa mi affascina ancora molto e la speranza nelle vecchie vittorie è sempre tanta.
Ma nella vita, come nello sport, bisogna anche essere realisti.
Avrei allora qualche domanda da farti.
1) ma Peterson è in grado di tenere una squadra che avrebbe voluto vincere la Coppa Italia (sigh!) e che vuole (spero) vincere il Campionato?
2) quella di Peterson è stata una trovata pubblicitaria poco riuscita o è stato chiamato davvero per vincere?
3) non era meglio prendersi un giovane e grintoso allenatore (vedi Biella) e affiancargli Peterson come manager?
4) Armani non si è rotto di arrivare secondo lui che è primo in tutto quello che fa? 
5) a Forum molto spesso semi-vuoto perchè non si fa una politica di avvicinamento alla seie A dei ragazzini che giocano a minibasket della Provincia di Milano? Non sarebbe bello che l'Olimpia organizzasse un pullmann che ogni partita casalinga dell'Armani andasse a prendere i piccoli atleti di una società milanese e li porti a passare unabella giornata con i loro campioni?
6) hai sentito che Kobe Bryant vuole terminare la carriera in Italia? Scrivitelo sull'agenda perchè a Milano è "di casa"
7) cosa ne dici di riflettere sull'oppurtunita di chiedere a Riccardo Pittis o a Andrea Meneghin di fare l'allenatore dell'Olimpia la prossima stagione?
Milano chiama, l'Olimpia deve rispondere.
Buon lavoro, con stima,

R.G.V.

lunedì 14 febbraio 2011

IL GIUSTO NOME

Non so se ti è mai capitato che una persona, anche se non la conosci, ti trasmetta una particolare sensazione. E' quello che mi è sempre successo ascoltando e guardando il grande Cesare Rubini. Il suo personaggio spiegava bene ciò che lui era: elegante, colto, preparato, sportivo e leader: Rubini era primo in tutto. Negli studi con la sua laurea in chimica, nello sport, prima come pallanuotista e poi come cestista, prima come giocatore e poi come allenatore e dirigente, e infine nella vita come testimonial dello Sport. Primo anche nei record, perchè unico al mondo ad essere nella Hall of Fame per due sport differenti. Triestino di nascita, ma milanese di adozione, ha fatto grande la pallacanestro meneghina, prima sul campo e poi sulla panchina. Con l'Olimpia Milano vince 501 incontri, 9 scudetti da coach e 5 sul campo, 1 coppa campioni, 2 coppe delle coppe e 1 coppa italia, cioè tutto. Da oggi. per quel che conta Cesare, sarai sempre in questo blog, nella sezione "Le date di R.G.V."
A lui non andrebbe intitolato solo il Palalido, ma anche la piazza che lo ospita, cioè Stuparich per ricordare la sua milanesità.
Grazie di tutto Cesare Rubini, uomo prezioso di nome e di fatto!

domenica 12 settembre 2010

NON FATELI SCIOPERARE!

Non ci posso credere. Tutti hanno un contratto collettivo a cui devono sottostare, tranne i calciatori. Finalmente se ne propone uno anche per loro e cosa fanno: vogliono scioperare. Scusa, fatemi capire. Il diritto allo sciopero è indiscutibile. Non avrei mai pensato di arrivare a scrivere una frase come quella del titolo. Si sciopera contro una decisione ingiusta; chi sciopera fa fatica ad arrivare alla fine del mese, solitamente ha pochi diritti e se li vuole conquistare perdendo ore di retribuzione. Ma non scioperano i milionari, quelli che fanno un lavoro ricco di denaro, di diritti (non solo televisivi) e privo di doveri. Non scioperano quelli che, come ha scritto il grande Gene Gnocchi sulla Gazzetta di oggi, fanno fatica ad arrivare alla fine del secolo con lo stipendio che prendono. Non si parla di salary cap come nel basket americano (anche se si dovrebbe), non si parla di lavori usuranti, si parla di c-a-l-c-i-a-t-o-r-i. Anche quelli tra loro più “sfortunati”, prendono un sacco di soldi. Non si parla di gente da 15 mila euro all’anno, ma almeno di 10 volte tanto. Per favore, non facciamo fare anche questa brutta figura alla nostra povera Italia. Non fateli scioperare. Dategli un contratto e ogni tanto ricordiamogli che possono essere campioni perché ci sono tifosi che con 800 euro al mese (non al giorno) tirano a campare e non al pallone.