Rimango del mio parere. Monza deve stare con Milano. Perché a Monza serve Milano ma soprattutto a Milano serve Monza. Uno integra l’altra. Non mi convincono le altre tesi.
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giovedì 28 gennaio 2016
sabato 19 dicembre 2015
LA MIA BANCA E' DIFFERENTE. FORSE.
I truffatori vanno puniti. Mi sembra banale dirlo, ma in Italia ricordare anche una banalità non è secondario. Vanno puniti anche se lo fanno in buona fede? Ma, allora, non sono truffatori, ma stupidi e ignoranti. E per chi riceve la truffa, che chi la fa sia consapevole o meno non fa differenza. A cosa mi riferisco? Naturalmente alle migliaia di obbligazioni ad alto rendimento vendute dalle banche in fallimento.
venerdì 13 novembre 2015
W LA RESPONSABILITÀ. DEGLI ALTRI.
Il senso di responsabilità dovrebbe essere una delle caratteristiche principali della classe politica. Il condizionale è d’obbligo perché in realtà è esattamente il contrario. A differenza di quanto dicono i più, questo evidente limite dei nostri dirigenti pubblici è il male principale che ha portato il nostro Paese a questo stato di immobilismo.
venerdì 14 novembre 2014
PIU' DISOCCUPATI SENZA TUTELE
Non capisco. Lo ammetto. Questa storia dell’art. 18 che ha fatto tornare la pace nel PD. Quella norma non serve più a un cazzo perché i licenziamenti disciplinari con richiesta di reintrego in un anno sono pochissimi. Mentre i disoccupati sono tantissimi.
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domenica 6 aprile 2014
LO STATO TI FA RICCO
Obama guadagna circa 299 mila euro annuo. Certamente non è poco, ma è anche il Presidente degli USA. Molte le responsabilità, le attività e le organizzazioni che gestisce.
Non è certamente poco, ma, data la sua posizione, importante non solo a livello americano, ma anche mondiale, non è neppure uno stipendio scandaloso. In America tutti possono diventare ricchissimi, milionari, ma non il Presidente, almeno non durante il suo mandato.
domenica 3 novembre 2013
SENZA LAVORO NON SI ASSUME
Oggi
molti giornali titolano sul fallimento del bonus assunzioni per i giovani.
Era
evidente che una norma che agevolava l’ingresso di nuovi lavoratori nelle
aziende non sarebbe stata utile in questo periodo. Si può incentivare un imprenditore
a fare nuove assunzioni seppur agevolate se non ha nuove commesse o peggio deve
sopravvivere con le vecchie che diminuiscono? Certamente no. E’ una pazzia solo
il pensarlo. Invece questo Governo di salvezza nazionale non solo lo ha ideato
ma lo ha anche messo in pratica. Con che risultato? Schifoso. Quasi 14 mila
domande presentate di cui un 80% accolte (non si capisce perché non il 100%
visto che sono state pochissime le richieste) corrispondono ad altrettante
assunzioni. Sapete a quanto corrisponde numericamente la disoccupazione
giovanile del 40%? Oltre 650 mila ragazzi tra i 15 e 24 anni. Pertanto l'ideona del Governo è servito solo a sistemare meno del 2% di questa popolazione. O meglio ad aiutare chi avrebbe assunto comunque. Direi
un successone. Da vergogna. Fino a quando non si penserà a sviluppo e crescita,
a defiscalizzazione su investimenti e nuove commesse, permettendo prezzi più
competitivi, l’occupazione non aumenterà. Ma sembra che, oltre alle parole,
questo sia un falso problema per la larga intesa.
domenica 20 ottobre 2013
LE IDIOZIE DEGLI IDIOTI
Noi italiani siamo un popolo strano. Lo si capisce semplicemente scorrendo i titoli dei giornali in questi giorni.
Con tutti i problemi che abbiamo, dalla disoccupazione, alla crisi, alla recessione dei consumi interni, all'immigrazione incontrollata, riusciamo a discutere di immense cazzate
Si parla tanto di Pribke. Ormai per la storia è un assassino. Personaggio servile al potere, senza dignità umana. Lo sappiamo. E che si fa, titoloni sui giornali, riportando le dichiarazioni idiote di suo figlio o del suo avvocato. Seppellitelo e lasciamo la sua vita la pessimo giudizio che la storia ha già dato.
Ma non finisce qui lo show. Ormai del Berlusca sappiamo tutto. Forse fin troppo. Adesso basta. Anche qui la storia giudicherà. Grande imprenditore o mediocre politico? Grande leader o pessimo capopopolo? Tutto questo. La sua storia politica è finita. La storia politica dei conservatori è in mano alle nuove generazioni. Abbiamo loro la forza di ricominciare da capo. Ma piantiamola di commentare. Il passato non frega più a nessuno.
mercoledì 29 febbraio 2012
SINISTRE ATTESE
I disoccupati crescono, gli ammortizzatori sociali mancano, i servizi alle famiglie vengono tagliati, la scuola pubblica non ha fondi, l'istruzione peggiora, i mezzi pubblici sono perennemente in ritardo, non esistono riconoscimenti per le coppie di fatto, le banche non concedono mutui ai giovani e prestiti alle aziende, non si può decidere come nascere e nemmeno come morire e la sinistra cosa fa? Discute dell'articolo 18 e della Tav.
Conseguenza: i disoccupati continuano a crescere, gli ammortizzatori sociali continuano a mancare, i servizi alle famiglie vengono tagliati di nuovo, la scuola pubblica continua a non avere fondi, l'istruzione peggiora di più, i mezzi pubblici sono costantemente in ritardo, le coppie di fatto restano senza fatto, le banche non concedono mutui ai giovani e prestiti alle aziende e altri decidono come farti nascere e come ammazzarti.
E poi uno non si deve incazzare?
E' anche inutile rottamare la sinistra tanto adesso non ce n'è una nuova, purtroppo.
Allora? Aspettiamo e sinistramente combattiamo. Sull'esempio della Marianna.
venerdì 24 febbraio 2012
LAPSUS CALAMI, LAPSUS LEGIS
E' vero che le riforme fatte a piccoli passi sono le più convincenti. Purtroppo però di tempo non ne abbiamo più. Per questo la marcia indietro del Governo Monti su taxisti e farmacie è davvero una figuraccia; è la dimostrazione che le lobby, in teoria vietate, ci sono e sono potentissime.
Sia chiaro non saranno 100 farmacie in più o 300 taxi nuovi a migliorare l'economia italiana. Ma il segnale in questo caso era quello che contava.
Un governo tecnico che non deve lisciare il pelo a nessuna categoria in particolare perché non verrà rieletto (???), con un po' di coraggio, avrebbe potuto eliminare alcuni evidenti privilegi.
Adesso sarà difficile recuperare perché il Prof. Monti per anni ha scritto sul Corriere della Sera della vergogna italiana di tante categorie, tra cui taxisti e farmacisti, favoriti da rigidità del mercato.
mercoledì 22 febbraio 2012
L'IDEOLOGIA, MALGRADO TUTTO, CREDO ANCORA CHE CI SIA
Le parole della Marcegaglia sull'articolo 18 di certo non si addicono al Presidente di Confindustria; sono superficiali, banali e sbagliate. Infatti la Emma porta ad esempio alcuni comportamenti lavorativi che anche in presenza dell'articolo 18 possono essere motivo di licenziamento. Nel nostro ordinamento infatti esistono la giusta causa e il giustificato motivo soggettivo che permettono ad un datore di lavoro, attraverso una procedura, di licenziare un proprio dipendente che ha commesso un inadempimento più o meno grave degli obblighi contrattuali. Tra questi ci possono essere anche l'assenteismo ingiustificato e prolungato oltre che il fancazzismo cronico.
L'affermazione della Marce, oggi smentita da Bombassei credo più per opportunità elettorale che per convinzione, è il segnale che sul tema dell'articolo 18 in Italia non si può parlare serenamente perché è da tutti vissuto ancora come un'ideologia.
E i giovani continuano ad essere disoccupati.
giovedì 27 ottobre 2011
FLESSIBILITA', CONTINUITA', SEMPLICITA'
Il lavoro, insieme alla salute e alla casa, è un argomento su cui vivono da sempre molti preconcetti o falsi storici.
Come è cambiata, mutata, radicalmente trasformata la vita di ognuno di noi, così anche il lavoro e le sue modalità avrebbero dovuto essere modificate.
Invece, se ci pensiamo bene, nulla si è mosso da quel lontano Statuto dei lavoratori. Anzi a dire il vero qualcosa è stato riformato, vale a dire nel 1997 è stata introdotta la legge sul lavoro temporaneo, poi modificata nel 2004 da Biagi.
Se pensiamo bene, il precariato, che dovrebbe essere conseguenza di queste due leggi, è sotto il mirino delle parole della politica.
E’ proprio vero allora che la precarietà è il male del nostro mercato del lavoro? E’ proprio vero che l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori (fatto quasi 40 anni fa quando non c’erano ancora i PC…) è irriformabile?
La precarietà lavorativa è uno stato inesistente, creato dalla parziale applicazione delle leggi in vigore. Infatti se venisse attuato per intero il protocollo Biagi si potrebbe parlare solo di flessibilità.
A questo termine, ipocritamente spesso usato con accezione negativa, deve essere associato il concetto di continuità, ovvero la possibilità del lavoratore (sia esso subordinato o meno) di usufruire, durante i periodo di disoccupazione, di una formazione che gli permetta di aggiornare la propria professionalità, magari adeguandola alle nuove esigenze dei mercati. A loro andrà anche erogato un rimborso mensile proporzionato alle ore settimanali svolte nell’ultima occupazione.
giovedì 6 ottobre 2011
Sono convinto del fatto che l'unica cosa che mi ha consentito di proseguire sia stato l'amore che provavo per quello che facevo. Dovete trovare ciò che amate. E' questo è tanto vero per il vostro lavoro quanto per chi vi ama. Il lavoro riempirà gran parte della vostra vita e l'unico modo per essere veramente soddisfatti e quello di fare quello che pensate sia il lavoro migliore. E l'unico modo per fare il lavoro migliore e quello di amare quello che fate. Se non lo avete ancora trovato, continuate a cercare. Non vi fermate. Come tutti gli affari di cuore, lo saprete quando lo troverete. E, come nelle migliori relazioni, diventerà sempre migliore al passare degli anni. Quindi, continuate a cercarlo fino a quando non l'avrete trovato. Non fermatevi. Questo era il messaggio di congedo. Rimanere affamato. Rimanere folle. Me lo sono sempre augurato. Siate affamati. Siate folli.
Steve Jobs 1955-2011
mercoledì 5 ottobre 2011
CRETING
Anche Moody's ci ha comunicato ufficialmente che siamo delle merdacce: tolta una A.
E vabbè, dopo S&P, anche i colleghi non potevano essere da meno. Adesso panico, preoccupazione in aumeto, bosrse che perdono ancora svariati milioncini di euro, gli speculatori guadagnano e i risparmiatori ci smenano.
Ma ci si può fidare di queste società di rating? Sappiamo veramente chi sono? Conosciamo i loro interessi? Conosciamo se hanno, direttamente o indirettamente, azioni o investimenti? E se li hanno, su quali aziende hanno speso il loro denaro?
Non capisco se ci prendono per il culo piu' queste mitiche società oppure Tremonti? Non avranno mica lo stesso paroliere?
Ci vuole calma e sangue freddo che presto passeremo dal rating, ovvero la nostra valutazione, al creting, ovvero la nostra presa per (o nel) culo. A buon rendere.
PS. Perchè non li declassiamo anche noi, almeno per i nomi che si sono scelti: pessimi!
martedì 5 luglio 2011
TAGLI
Scrive bene Nicola Porro sul Il Giornale di ieri: si fa presto a dire tagli, il problema poi è metterli in pratica.
Nella manovrona del Tremonti padan-nazionalista (neologismo creato or ora) si sarebbe dovuto tagliare di tutto; mancava solo l'aria che respiriamo e poi c'era tutto. Ma come al solito non è stato così.
Tutti si lamentano che bisogna riapsrmiare e quando uno ci prova lo bastonano siano in maggioranza che in opposizione.
E ogni volta ritorna lo stesso ritornello: per salvare il nostro Paese bisogna tagliare i costi della politica.
Cosa verissima e sacrosanta ma non perchè questo risani le nostre finanze (spiega bene Porro come incidono pochi), ma perchè sono vergognosi i privilegi inutili e sfarzosi di quelli che dovrebbero servire il popolo e invece sono regolarmente serviti e riveriti, molto spesso immeritatamente.
Perciò una questione di giustizia e non di denaro.
Invece andrebbero ridotte le pensioni, le spese sanitarie e quelle dei dipendenti pubblici. Ma queste non si toccano. Non si può passare definitivamante ad un regime contributivo e non retributivo per le pensioni, non si può innalzare l'eta pensionabile perchè sarebbe uno scandalo.
Non si possono diminuire i costi della sanità o meglio gli sprechi, non si possono mettere gli ospedali in mano a manager competenti e non a politici trombati perchè sarebbe uno scandalo.
Non si possono licenziare o prepensionare i dipendenti pubblici, bloccare le assunzioni e i rinnovi dei contratti perchè sarebbe uno scandalo.
Sarà tutto scandaloso, ma il debito non si abbatte e il Paese si impoverisce.
Bisogna essere coraggiosi e mettere mano alle riforme, risparmiando sulle vere spese e non sulle azioni populistiche.
Ce la faremo prima o poi? Credo molto poi. Purtroppo.
domenica 24 aprile 2011
CARLETTO, IL RE DEI MOSTRI PASQUALI
Comprare i mobili di Ikea è divertente.
L'ultima loro iniziativa pubblicitaria ha fatto, come al solito, parlare molto di sé.
Ikea è un'azienda furba e intelligente.
Hanno parlato molto male di questa pubblicità i vecchi, i bigotti, insomma personaggi retrogradi.
Ikea è giovane, libertaria e moderna.
A me piace la loro nuova pubblicità e mi invoglia a comprare.
Non piace a Carlo Giovanardi, sempre lui.
Meno male, dico io, che non la penso come Giovanardi, lo troverei quasi un insulto.
Giovanardi scomoda anche la Costituzione, senza sapere di cosa parla.
Ikea è simpatica, divertente, moderna e poco costosa. Compriamo da Ikea.
Giovanardi è antipatico, noioso, retrogado e molto costoso. Non votiamo Giovanardi.
Buona Pasqua da Ikea a Giovanardi.
sabato 9 aprile 2011
ANZIANA GIOVENTU'
Geronzi, il grande vecchio della finanza italiana, si lamenta che, nella sua sfiducia, ha vinto una "gioventù anziana". Può essere, visto che siamo in Italia e le grandi rivoluzioni generazionali noi non le abbiamo mai fatte, al massimo le abbiamo importate o subite. E visto l'età media del CdA di Generali, chi può dargli torto. Ma il punto è un'altro. Come mai ogni volta che fanno fuori un vecchio (della politica, della finanza, dell'economia, dello sport) questi richiama sempre un "ricambio generazionale di vecchi". Fateci caso è proprio così. Ma come scrivevo prima, questo è vero. Ecco il problema. dinnanzi a uno che lo dice senza motivo, forse ce ne sono 99 che lo dichiarano a ragione. Povera Italia. Povera e vecchia.
mercoledì 9 febbraio 2011
COLPA DEL 41
"Art. 41. L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali."
Secondo te, che casualmente stai leggendo queste righe, è possibile che tutta la crescita economica, la ripartenza industriale, la libertà di mercato sia legata solo ed esclusivamentente al terzo capoverso dell'art. 41 della Costituzione? Oppure ci stanno prendendo per il culo?
Non sarebbe più facile, immediato e diretto fare una bella legge in cui si eliminano gli ordini professionali? In cui si liberalizzano davvero alcuni mercati falsamente liberalizzati ma ancora oligopoli? Se poi si creasse UNO e UNO solo organismo di vigilanza per la tutela delle libertà economiche, che garantisca al debole di non essere troppo debole e al forte di non prevaricare, la ricetta è completa. E la legge è fatta. Altro che articoli della Costituzione. 41 non è il numero dell'articolo ma quello degli anni che Tremonti ci metterà per liberalizzare la nostra economia.
A chiosa, si impari: «Del valore dei laureati unico giudice è il cliente; questi sia libero di rivolgersi, se a lui così piaccia, al geometra invece che all'ingegnere, e libero di fare meno di ambedue se i loro servigi non gli paiano di valore uguale alle tariffe scritte in decreti che creano solo monopoli e privilegi». (Luigi Einaudi, La libertà della scuola, 1953).
venerdì 12 novembre 2010
COFFERATI SEGNA PER NOI!
Non sempre i giornali femminili parlano solo di cose di donne e non solo di cose futili. Senza voler togliere niente a nessuno, ce ne sono alcuni che si distinguono per contenuti e qualità dell'informazione. Uno di questi è sicuramente Vanity Fair, anche nella versione italiana. Sul numero di qualche settimana fa c'era infatti un'interessantissima intervista all'ex leader della CGIL Sergio Cofferati. Infatti Sergio, a differenza di tantissimi commentatori politici-economici dell'ultimo periodo, critica fortemente le considerazioni fatte da Marchionne, dubitando, tra i pochi, anche delle sue capacità manageriali. Infatti il coraggioso (in questo caso...) amante delle avventure di Tex critica il leader FIAT contestandogli il fatto che ha sempre usufruito dei contributi statali e della cassa integrazione e che, a differenza di altre case automobilistiche, non ha mai investito su nuovi modelli, ma solo fatto restiling di quelli vecchi, perdendo così fette cospicue di mercato. Tralasciando la prima ossevazione che sembra evidente anche a mia figlia appena nata, è altresì chiaro a tutti come comprare una FIAT non da nessun valore aggiunto nè come prestazioni nè tantomeno come accessori inclusi, facendoti pagare ormai anche i tergicristalli elettrici, quasi.
Bravo il Serginho emiliano, segna ancora per noi così!
martedì 19 ottobre 2010
2 a 0
Il governo e Giulietto Tremonti dicono che non bisogna preoccuparsi, che la ripresa ci sarà e che il lavoro nel nostro Paese si sta riprendendo; il professore valtellinese però è lungimirante e si porta avanti massacrando tutti di tasse e tagli alla spesa. Anzi fa di più; richiama Draghi e la Banca d'Italia di essere troppo ansiogeni e forse portasfiga per aver invece detto che nel Dpf le entrate sono sovrastimate e che la disoccupazione reale è "tragicamente" all'11%; a supportare questi dati allarmanti ci si mettono anche quei "iellatori" della Fed, il cui presidente Bernanke dice che la ripresa è a rischio e che è pronto a varare misure d'emergenza contro recessione e deflazione (vedi prima pagina Sole 24 Ore del 16.10.2010). Va bene l'ottimismo, va bene l'esoterismo di Maurizietto Sacconi, va bene la finanza creativa del padano Giulio, ma qui mi sembra evidente che siamo di fronte ad una netta sconfitta del Governo, trafitto da un gol di Draghi e da uno della banca centrale americana; insomma 2 a 0 per chi dice come stanno davvero le cose.
mercoledì 22 settembre 2010
PROFUMO DI MERDA
Non sono riuscito purtroppo a seguire con attenzione la vicenda delle dimissioni di Alessandro Profumo, AD del Gruppo Unicredit; forse ho sbagliato perché la notizia è importante e soprattutto per il fatto che sono un misero correntista di quella banca nonostante non abbia neppure un'azione. Seppur non conoscendolo, Profumo mi ha sempre dato l'impressione di una brava persona, molto borghese, ma onesta come può esserlo il manager più importante di una grandissima banca.
La cosa che mi puzza è che dopo pochi secondi dalla sua dimissione, è stato candidato alla guida del PD o di una fantomatica coalizione antiberlusconiana.
Allora capiamoci. Come ho già avuto modo di scrivere il Piddì è un Partito inesistente, senza lo straccio di un leader convincente. Ma sparlare dei democratici è come sparare sulla Croce Rossa: troppo semplice. Nonostante questo, aggrapparsi ad un banchiere trombato mi sembra troppo; non ce l'hanno fatto con la Chiesa, non ce l'hanno fatta con i socialisti e socialdemocratici, non ce l'hanno fatta con gli ex-rifondaroli, allora cosa di meglio che un supermanager da diversi milioni all'anno? L'economia della speculazione la conosce bene, quella della grande finanza pure, ma il resto? Soprattutto perché il maggior partito della sinistra di rimetterebbbe nelle mani di un dirigente alto-borghese e non di un politico? Non sarebbe più utile mostrare i giovani che valgono?
Ancora una volta queste voci dimostrano come il Piddi non esista, non abbia una linea e nemmeno una organizzazione. Insomma sta seguendo il programma-manifesto di Walteruccio che guarda caso era di casa da Alessandruccio.
Sento fregatura per gli elettori di sinistra oppure profumo di merda. Scegliete ciò che preferite.
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