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giovedì 3 luglio 2014

LE BUGIE SULLE STREAMING

Credete davvero che lo streaming sia il salvatore della Democrazia? Vi sbagliate. E' proprio il contrario. Ne è il distruttore. E' l'ennesimo tentativo di prendere per il culo i cittadini. Chi lo reclama, è in mala fede.
Pensate davvero che le riunioni del Governo in streaming non possano essere preparate, truccate o inventate? Non è facile scrivere anticipatamente la sceneggiatura di un breve incontro? E' dopo lo sceneggiato, o prima, si prendono le decisioni. Le riunioni in video, in diretta sono solo la panacea per il popolo che vorrebbe sapere. Ma la trasparenza non si fa così.

domenica 6 marzo 2011

DIRETTA PARLAMENTARE

Ormai il vero parlamento è la televisione. Gli assenteisti a Montecitorio o Palazzo madama sono i migliori presenzialisti nelle varie trasmissioni di prima o seconda serata. In effetti Parlamento e salotto TV sono piu' o meno la stessa cosa e spesso, bisogna ammetterlo, le discussioni davanti al presentatore di turno sono piu' interessanti di quelle che avvengono nell'emiciclo romano. Triste vero? Tristissimo direi, ma questa è la realta. Ciò che però è ancora piu' vergognoso è la presenza dei vari parlamentarucci nelle trasmissioni del pomeriggio festivo o infrasettimanale. Di cosa discutono? Del lavoro? Delle politiche economiche? Dei nuovi diritti? No, che palle, troppo noiosi; se l'elettore fa fatica ad arrivare alla fine del mese che ce ne frega. E' molto piu' importante battibeccare sull'ultimo omiciodio, su quei bastardi che hanno ammazzatto delle povere bambine, che hanno seviziato delle ragazze oppure dell'ultimo scandalo para-parlamentare. Se i tronisti dei talkshow politici sono penosi, questi dei pomeriggi tragico-noir sono pietosi. Qualcuno ci faccia vedere le presenze dei parlamentari ordinate per parteciapzione alla TV spazzatura così la prossima volta eviteremo o evitarai di votare loro o il partito che li ha candidati.

venerdì 12 novembre 2010

QUELLI CHE... TEMPO CHE FACEVA

Fabio Fazio è da sempre considerato da tutti un galantuomo televisivo, che accompagna a quel suo modo di fare educato e gentile, una certa intellettualità di sinistra, molto radical-chic. Pertanto piace a tanti, a quelli di sinistra naturlamente, per i suoi modi e le sue idee e a quelli di destra perchè vorrebbeo averne anche loro uno così. Anche a me piaceva, soprattutto quando conduceva la prima edizione di "Quelli che il calcio", programma allora alternativo e innovativo sulla solita e spenta RAI. Da lì però il nulla. La trasmissione "Che tempo che fa" è una continua sfilata di personaggi ultrapagati molto conosciuti che si siedono davanti all'abile Fabietto per raccontarci le loro sermoniche verità senza alcun contradditorio alla Bignardi oppure senza alcun'ironia alla Cabello. Insomma una kermesse ingessata e totalmente fasulla. Lui è stato bravo a cavalcare la sua fama e ad attirare su di sé e sulla RAI grossi contrattoni di pubblicità. Ma delle domande da giornalista vero nemmeno l'ombra. Per questo gli uomini immagine della VIP society fanno a botte per andare da lui: domande preparate e facili e risposte banali, ma tanta tanta pubblicità; nessun problema, nessuna difficoltà. Solo lustrini. Solo bel tempo.

giovedì 14 ottobre 2010

REPUBBLICHINA

Che il TG1 sia il peggiore di tutti i telegiornali è ormai un fatto risaputo: poca e brutta politica, tanta cronoca, molto gossip. Quasi come Striscia la notizia e fa ridere uguale. Oggi però Repubblica, intellettuale giornale della sinistra post-comunista italiana, non è da meno. Il titolo di apertura è per il loro amico Michele Santoro, già eurodeputato. Se è pur vero che ultimamente non ci sono molte notizie interessanti, è altrettanto vero che aprire la prima pagina del secondo quotidiano più venduto in Italia, con il litigio Santoro-Masi mi sembra un'esagerazione. Per essere sinceri della diatriba con il DG della RAI non mi importa nulla e di conseguenza la prima pagina per questa notizia mi pare sprecata. Pensate se un operaio o un impiegato mandasse a fanculo il proprio responsabile, probabilmente avrebbe almeno una lettera di richiamo. Anche Michele si meritava un richiamo, non una sospensione; ha diritto di dire quello che vuole, in un Paese democratico, ma ha anche il dovere di dirlo in determinati modi, senza volgarità, essendo un personaggio seguito e conosciuto. Detto questo oggi Repubblica ha fatto come il TG1, ha preferito il gossip all'interesse dei cittadini.

sabato 9 ottobre 2010

LA7 DA 10 E LODE

Ieri sera la Bignardi ha intervistato Vittorio Feltri; è finita 1 a 1. C'è stato uno scambio di battute intenso in cui a volte prevaleva la brava Irene e a volte ne usciva benissimo il Direttore de Il Giornale. Di Feltri potete dire quello che volete, ma da vero milanese qual'è, è un gentiluomo, molto elegante, liberale nelle idee e nei modi e finemente sarcastico. Un bel momento di giornalismo.
Poco più tardi invece mi sono trovato per caso a vedere una replica di giovedì scorso, 7 ottobre, della geniale Vittoria Cabello che intervistava una spumeggiante (strano, ma vero) Concita De Gregorio, direttrice dell'Unità, che ha saputo stare al gioco delle divertenti iniziative di Victor Vittoria.
Sul sito di La7 (http://www.la7.it/) potete vedere le registrazioni.
Meno male che in televisione, raramente, c'è ancora del giornalismo non convenzionale e non conformista e La7, anche con Mentana, Telese e la D'Amico spicca per questo.
Ma il canone invece di pagarlo alla sciatta RAI perché non si può decidere di destinarlo a La7? Lottiamo per un 5X1000 televisivo!