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venerdì 22 novembre 2013
mercoledì 4 gennaio 2012
TANTI CAPI, POCHI LEADER
I leader/capi della UE hanno parlato di crisi. Oggi effettivamente nulla fa prevedere il contrario. Ma il loro politichese e le prossime elezioni per molti, hanno peggiorato la rappresentazione della realtà. Forse per poter dire “l’avevamo detto” oppure, se l’economia si riprendesse, “il merito è nostro”. Insomma i leader/capi vincono sempre, fino alle elezioni, almeno.
La teoria del “tanto peggio, tanto meglio” rappresenta incapacità di previsione e pianificazione politica e subalternità a economia e finanza. Si è così creata la più grave crisi delle Istituzioni dei Paesi della UE causata dalla peggior classe dirigente di sempre. Purtroppo i nuovi politicanti hanno questi come maestri e alla UE servono leader e non capi.
domenica 29 maggio 2011
domenica 10 aprile 2011
HOPE
Lasciatecelo, per favore, cari americani. Almeno lui, non portatecelo via. Non sarà un presidente perfetto, avrà anche lui qualche difetto, ma per favore è meglio di chiunque altro in questo momento si voglia candidare alla presidenza degli USA. Certo per uno Stato che ha avuto JFK come Presidente, anche BO deve imparare molto. Se non fosse per l'età, sarebbe come paragonare, per gli Italiani, Pertini a qualsiasi altro Presidente: una sconfitta in partenza. Ma non importa. BO dimostrerà di essere degno di JFK e meglio di Bill C. Continuerà la sua lotta contro le diseguaglianze economiche e sociali, si batterà per aiutare, anche nello Stato più liberista, chi non può e premiare chi merita, senza preclusioni di classe, ceto e reddito.
Cari americani, sostenetelo soprattutto adesso che con il suo secondo mandato potrebbe migliorare e portare a termine ciò che ha iniziato in questi primi anni, sicuramente migliori e più proficui dei precedenti.
domenica 13 febbraio 2011
OLTRE SHARM
Probabilmente molti di noi dell'Egitto conoscevano solo le bellissime spiagge di Sharm El Sheik, oppure la crociera sul Nilo, oppure le Piramidi e le mummie. Si questo è l'Egitto, ma purtroppo è la parte bella di un Paese che oggi vive un dramma sociale e la cui falsa democrazia è sempre stata sottovalutata dai Paesi occidentali. E ancor adesso, quando si dice che Mubarack o Ben Ali, comunque, garantiscono stabilità si commette un grave errore. Non lo dico io (cosa che avrebbe poco valore), ma Emma Bonino in un intervista al Corriere della Sera del 1 febbraio 2011. «La libertà e i diritti civili e politici sono valori universali a cui tutti i popoli, senza distinzioni, legittimamente aspirano. E se la prima responsabilità di quanto avviene in Egitto e Tunisia e potrebbe accadere in Algeria, Giordania o Sudan è di quei regimi, la seconda è delle democrazie occidentali per il loro sostegno acritico ai governi più autoritari, in nome della "stabilità"» Parole "sante" di una donna che conosce molto bene quei territori. E' probabilmente vero che in molti casi la presenza di un governo forte ha evitato in passato rivolte sociali o militari, ma non le ha cancellate, come si vede in questi giorni, le ha solo posticipate. E oggi forse, sono molto più pericolose proprio perché vengono in ritardo, non sono controllate e perché irrompono nel già difficile rapporto occidente-oriente. Si sarebbe potuto evitare tutto questo? Vorrei pensare di si, se i Paesi occidentali avessero accompagnato questi regimi autoritati, gradualmente, verso forme di vera democrazia, con pressioni diplomatiche e senza l'uso della guerra. Adesso cosa si può fare? Da ottimista, mi auguro che l'occidente e tutti i Paesi democratici orientali muovano i propri politici affinché i tunisini, gli ezigiani al più presto possano contare su elezioni libere e su una vera democrazia. Magari chiedendo un consiglio su come fare, a Emma.
giovedì 9 dicembre 2010
BARACKIAMOCI
Nel senso di "diventiamo tutti un po' Barack Obama". E' stato ingeneroso Massimo Gaggi ieri sul Corriere nei confronti di Obama; infatti l'intesa trovata da Barack non è da considerarsi una resa, ma un modo riformista e oserei dire socialdemocratico, di ottenere risultati senza penalizzare i più bisognosi. Ecco i principali punti dell'accordo con i repubblicani:
- se l'aliquota sul capital gain rimane inalterata, scende l'imposta dei dipendenti sui salari;
- estesi crediti d'imposta sulle tasse universitarie;
- estensione a più famiglie del bonus di 1000 dollari per figlio;
- prolungamento di 13 mesi del sussidio di disoccupazione;
- alle aziende più crediti per ricerca e sviluppo e deduzioni fino al 100% per nuovi impianti.
Obama ha chiosato: lo scontro duro con i repubblicani avrebbe lasciato 2 milioni di famiglie con disoccupati senza sussidio e il ceto medio con 1500 dollari di tasse in più.
Grande primo presidente di colore: ecco cosa significa governare, raggiungere risultati, lasciando qualcosa ai ricchi, ma senza togliere ai meno abbienti.
Imparino i democratici nostrani.
Imparino i democratici nostrani.
venerdì 22 ottobre 2010
BOXER FOR U.S. SENATE
Dalla politica U.S.A. abbiamo a volte da imparare; come in questo caso, dove una campagna elettorale si basa su uno scontro duro ma corretto; stiamo parlando della sfida per il posto da Senatore della California del prossimo 2 novembre; si sfidano la democratica Barbara Boxer e la repubblicana Charlie Fiorina, ex CEO di HP; guardatevi uno dei video con cui la Boxer attacca l'avversaria denunciando il fatto che non investirà mai nelle politiche del lavoro e nel sociale, ricordando come non ha esitato a licenziare 33 mila persone, altre 10 mila in Cina quando era in HP e come la manageri Fiorina abbia preso 42 milioni di dollari di buonuscita con cui forse avrebbe salvato qualche impiegato.
Speriamo che questo sia il colpo decisivo della Boxer verso la vittoria.
Speriamo che questo sia il colpo decisivo della Boxer verso la vittoria.
Per maggiori informazioni www.barbaraboxer.com
sabato 9 ottobre 2010
NOBEL CONTRO
I premi tanto più sono inaspettati, inattesi, coraggiosi e anticonformisti tanto più sono apprezzati e veritieri.
E' quanto accaduto in questi giorni con il premio Nobel per la Medicina e a quello per la Pace.
Infatti l'onorificenza data a Edward per le sue scoperte sulla fecondazione in provetta è andata contro ogni bigottismo conservatore internazionale, compreso quello dello Stato del Vaticano che non ha perso attimo per dirsi contrariato. Pazienza.
Lo stesso vale per il riconoscimento dato a Xiaobo, voce dell'opposizione cinese rinchiuso in carcere ingiustamente. Anche in questo caso l'assegnazione va contro la negazione dei diritti umani del governo di Pechino che non l'ha presa molto bene e ha rivendicato azioni diplomatiche contro la Svezia. Pazienza.
Fortunatamente ancora c'è qualcuno che ha la libertà di riconoscere i meriti di chi vuole cambiare e migliorare ldavvero a propria società.
mercoledì 6 ottobre 2010
IL BELL'ANTONIO
Blair è stato un grande capo di governo; è stato un grande leader politico; è stato un grande statista; è stato un innovatore della socialdemocrazia, un modernizzatore, un futurista. E’ stato, appunto. Oggi non lo è più. Ha lasciato Gordon Brown con un Labour Party a pezzi e un Esecutivo in forte crisi. La fama e il denaro lo hanno reso un manager di se stesso, senza alcuna più attenzione per la società e l’interesse pubblico. Convegni, meeting, libri e party sono oggi le uniche attività presenti nell’agenda dell'ex premier inglese. Niente più elaborazione politica o battaglie sociali. Solo palcoscenici come da Fazio domenica scorsa. Quando si finisce con la politica bisognerebbe avere il coraggio di mettersi da parte oppure come Al Gore di combattere una battaglia che si ritiene giusta.
Al Tony delle parole preferivo il Blair dei fatti.
venerdì 24 settembre 2010
BRAVO AHMADINEJAD
Sembra strano, ma giorni fa il presidente iraniano, noto ai più per le sue sparate sulla bomba atomica e contro gli Stati Uniti, ha fatto una considerazione corretta. Se il mondo si muove per salvare Sakineh, iraniana condannata alla lapidazione, perchè non lo fa anche contro la pena di morte negli Stati Uniti, in particolar modo contro una certa Teresa Lewis, condannata per aver ucciso il marito? E' vero, hai ragione. Ci indignano entrambi, come ci spaventano i richiami a nuove pena di morte, come ci fanno rabbrividire tutte le esecuzioni che per giustizia avvengono ogni anno nel mondo. Nonostante abbiamo fatto cose diverse, sia Sakineh che Teresa vanno salvate e vanno tutelati i loro diritti civili. Poi Sakineh deve tornare a essere libera dove vuole, mentre Teresa dovrà scontare una pena penitenziaria adeguata all'efferrato omicio commesso. Due storie diverse, due situazioni quasi opposte, ma anche due vite da salvare. Contro ogni pena di morte, sempre. Per informazioni visita il sito di Amnesty International.
venerdì 10 settembre 2010
SILVIO nella STEPPA
“Amico Silvio, io amare vino italiano, tu bere vodka; questa essere democrazia russa: ognuno fare quello che dico io”.
E si, non può essere altro che questo il senso che il nostro Premier da alla parola democrazia quando dice che il leader russo Putin vuole un sistema democratico in Russia.
Peccato che per Vladimiro non valga il passato comunista, i trascorsi nel KGB, le repressioni di persone che non la pensano come lui oppure i numerosi omicidi commessi nel suo Paese stranamente di persone che lo criticavano fortemente.
Ah ma scusate, non avevo capito che era la solita barzelletta del Berlusca.
Ah ma scusate, non avevo capito che era la solita barzelletta del Berlusca.
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