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martedì 23 febbraio 2016

DIRITTI CIVILI E CITTADINI INCIVILI

La discussione sulle unioni civili non mi appassiona. Dimostra ancora una volta che l’Italia è un Paese arretrato. Culturalmente e socialmente. Premetto che io sono d’accordo con tutto: matrimoni equiparati per le coppie omosessuali, adozione dei figli naturali per le coppie omosessuali e, dopo ben 5 minuti di riflessione, anche sulla libertà di maternità surrogata.

giovedì 26 novembre 2015

IL RENZI FUORICLASSE

Quelli a cui non è venuta questa idea geniale dicono che è stata fatta per soli scopi elettorali. Sono invidiosi. Si sono inventati sondaggi per provare che i neo maggiorenni non voterebbero PD ma M5S.

martedì 19 maggio 2015

MAI ABBASTANZA LIBERI

Penso di essere una persona abbastanza libera mentalmente Da dogmi, da preconcetti. Dico abbastanza perché la libertà non è mai troppa. Per questo leggo di tutto, opinioni che condivido ma anche, e a volte soprattutto, idee che non condivido.

sabato 25 aprile 2015

LIBERTA' SEMPRE

Quest’anno sono 70. Auguri Liberazione. E’ ancora giovane per mandarla in pensione. E’ sempre al centro dell’attenzione. Soprattutto quest’anno. Fa discutere, arrabbiare, spesso senza motivo e senza ragione. Ecco la polemica del settantesimo.

venerdì 14 novembre 2014

PIU' DISOCCUPATI SENZA TUTELE

Non capisco. Lo ammetto. Questa storia dell’art. 18 che ha fatto tornare la pace nel PD. Quella norma non serve più a un cazzo perché i licenziamenti disciplinari con richiesta di reintrego in un anno sono pochissimi. Mentre i disoccupati sono tantissimi.

giovedì 21 novembre 2013

O FAMO STRANO!

Molti dicono che sarebbe meglio quello inglese. Altri quello francese. Per certi sarebbe meglio farle con lo spagnolo. Ultimamente va di moda anche il tedesco. Nessuna malizia, mi raccomando. Stiamo parlando del sistema elettorale. Quel sistema che dopo il 1992 siamo riusciti talmente a peggiorarlo da renderlo per niente rappresentativo. Quel sistema che tutti promettono di cambiare, ma che in fondo nessuno vuole modificare.
E se il problema non fosse lì? Se la domanda che ci dobbiamo fare non fosse che sistema elettorale vogliamo? Se quella giusta fosse “ma che partiti abbiamo oggi?”
Perché il sistema partitico è direttamente legato al sistema elettorale che un Paese deve avere. Dove ci sono partiti deboli, simili a comitati elettorali (vedi Inghilterra, America e Francia) il sistema elettorale è molto forte, stabilizzato da un sistema presidenziale di stampo parlamentare con un leader difficilmente rimuovibile. Dove, invece, i partiti sono molto rappresentativi, con una presenza territoriale diffusa e una partecipazione corposa, con tanti militanti, allora anche un sistema elettorale più debole può garantire la stabilità (vedi Spagna e Germania)

domenica 20 ottobre 2013

LE IDIOZIE DEGLI IDIOTI

Noi italiani siamo un popolo strano. Lo si capisce semplicemente scorrendo i titoli dei giornali in questi giorni.
Con tutti i problemi che abbiamo, dalla disoccupazione, alla crisi, alla recessione dei consumi interni, all'immigrazione incontrollata, riusciamo a discutere di immense cazzate
Si parla tanto di Pribke. Ormai per la storia è un assassino. Personaggio servile al potere, senza dignità umana. Lo sappiamo. E che si fa, titoloni sui giornali, riportando le dichiarazioni idiote di suo figlio o del suo avvocato. Seppellitelo e lasciamo la sua vita la pessimo giudizio che la storia ha già dato.
Ma non finisce qui lo show. Ormai del Berlusca sappiamo tutto. Forse fin troppo. Adesso basta. Anche qui la storia giudicherà. Grande imprenditore o mediocre politico? Grande leader o pessimo capopopolo? Tutto questo. La sua storia politica è finita. La storia politica dei conservatori è in mano alle nuove generazioni. Abbiamo loro la forza di ricominciare da capo. Ma piantiamola di commentare. Il passato non frega più a nessuno.

mercoledì 7 marzo 2012

NEW WOMAN'S DAY

La festa delle donne nasce oltre 100 anni fa per celebrare la lotta, non solo femminista, contro ogni discriminazioni nei confronti delle donne. Specificatamente si combatteva per dare a tutte le donne la possibilità di votare, cosa che oggi sembra pazzesca, ma che all’inizio del secolo non era scontata.
A iniziare la battaglia furono i movimenti socialisti negli Stati Uniti per poi passare in Europa con la conferenza di Copenaghen del 1910.
Si festeggia l’otto marzo per ricordare una grande manifestazione delle donne russe che nel 1917 scesero in piazza per celebrare la fine della guerra mondiale; questa fu la prima di molte rivendicazioni che ci furono in poche settimana e che portarono al crollo dello zarismo.
La mimosa viene scelta come simbolo di questa giornata perché è fiorisce all’inizio di marzo.

giovedì 23 febbraio 2012

OLTRE MONZA

Mùnscia è una città un po’ sfigata; non me ne vogliano i monzesi, non è colpa loro. E’ come la bella addormentata nel bosco; adesso sta dormendo, ma se si svegliasse sarebbe da considerarsi una delle più belle città italiane.
Monza è per tutti il Gran Premio di F1 e l’autodromo; per pochi è il Parco o la Villa, per pochissimi il Duomo, la Corona Ferrea o l’Arengario. Invece Monza è stata anche la sede del Regno d’Italia.
La colpa è di chi in questi anni l’ha amministrata e non dico solo l’ultima giunta Mariani.
Il suo stato dormiente è la conseguenza di politiche miopi, a breve periodo, senza nessun investimento sul turismo e le infrastrutture.
Monza deve passare da città di Provincia a città d’Europa, con uno spirito e un ambizione internazionale. 

venerdì 23 dicembre 2011

PRIVATE SOLO AI PRIVATI

Per motivi familiari, in questi giorni sto visitando alcune scuole elementari del mio quartiere di Milano. Scuole pubbliche naturalmente. Si incontrano spesso maestre volenterose, attive, gentili. Si sentono raccontare attività didattiche ben organizzate e riuscite. Vengono presentate per ogni scuola elementi di originalità ed eccellenza. Bello, come dovrebbe essere affinché un genitore possa scegliere con consapevolezza dove mandare il proprio figlio a scuola. Si percepisce che c’è una frequentazione eterogenea per razza, estrazione sociale, credo religioso e lingua. Bellissimo. Ecco il positivo, ma purtroppo c’è anche il negativo. Insegnanti precari, senza continuità lavorativa, spesso sostituite da colleghe, creando così difficoltà e problemi all’apprendimento del bambino. Stabili fatiscenti, da ristrutturare, a cui viene dato un’idea di decenza dal personale parascolastico che lavora presso queste strutture. Molte sembrano quasi scuole abbandonate.
Ogni mattina passo anche davanti ad una scuola inglese per bambini ricchi. Belle macchine, mamme sempre abbronzate, nessun differenza sociale, etnica e spesso culturale tra loro. Ma in questo caso anche la struttura è bella, ricca e ordinata.
Risultato: i poveracci vanno nella scuola diroccata e i ricconi nella scuola recentemente ristrutturata. Con che soldi? Solo con quelli dei genitori ricchi che mandano i propri figli a questa scuola? Sbagliato perché probabilmente a questo complesso scolastico lo Stato regala qualche decina di migliaia di euro di cui potrebbero farne a meno e che potrebbero essere utilizzati per far diventare di ruolo alcune maestre della scuola pubblica o sistemare la struttura di qualche scuola pubblica fatiscente.
Capite perché sono contrario al finanziamento delle scuole private da parte dello Stato se poi ci sono le Pubbliche che fanno schifo? Spero di si.

giovedì 6 ottobre 2011

Sono convinto del fatto che l'unica cosa che mi ha consentito di proseguire sia stato l'amore che provavo per quello che facevo. Dovete trovare ciò che amate. E' questo è tanto vero per il vostro lavoro quanto per chi vi ama. Il lavoro riempirà gran parte della vostra vita e l'unico modo per essere veramente soddisfatti e quello di fare quello che pensate sia il lavoro migliore. E l'unico modo per fare il lavoro migliore e quello di amare quello che fate. Se non lo avete ancora trovato, continuate a cercare. Non vi fermate. Come tutti gli affari di cuore, lo saprete quando lo troverete. E, come nelle migliori relazioni, diventerà sempre migliore al passare degli anni. Quindi, continuate a cercarlo fino a quando non l'avrete trovato. Non fermatevi. Questo era il messaggio di congedo. Rimanere affamato. Rimanere folle. Me lo sono sempre augurato. Siate affamati. Siate folli.

Steve Jobs 1955-2011

mercoledì 1 giugno 2011

85 NORMA JEANE BAKER


1 giugno 1926 - 1 giugno 2011

"Strano come una persona possa essere famosa in tutto il mondo ma sentirsi completamente sola"
 
Riflessione ingenua, ma utile alla nostra società. Auguri Marilyn.

sabato 9 aprile 2011

FASCISTI E COMUNISTI UNITEVI!

Gramellini, mercoledì scorso su La Stampa, scrive parole corrette nei confronti di quell'idea insana di alcuni deputati di eliminare il reato di apologia di fascismo. E si chiede se, in un momento come questo, non abbiamo nient'altro di meglio da fare che pensare a queste cazzate. Però a me viene in mente una cattiveria. Non è che lo hanno fatto apposta, proprio in un momento di confusione parlamentare, così, magari da riuscire a far passare la proposta in sordina? Troppo difficile vero? Forse avete ragione. Ma non volevo parlare di questo. Stupidata è e stupidata rimane. volevo porre la tua attenzione su un falso storico detto dal buon Gramellini. Nel suo corsivo, afferma che fascismo in Italia e nel mondo rappresenta crudeltà, dittatura, limitazione delle libertà come il comunismo fu per Ungheria o per la Lituania. E no, caro Massimo, il comunismo ebbe quelle caratteristiche ovunque; in alcune parti palesemente usate, in altre sotto le mentite spoglie di una falsa democrazia, come fu in Italia; nel PCI, se non eri, con il PCI, non ci potevi stare. Il PCI, come la Chiesa, professava un dogma acui ti dovevi attenere: se non lo facevi, kaput! La libertà così è sempre limitata, certo, in modo differente, ma non meno cruento: perché la libertà di pensiero a volte può essere più importante della libertà fisica. 

mercoledì 16 febbraio 2011

NO WORK, NO PARTY

Non capita spesso di celebrare i 150 anni dell'unità d'Italia; anzi se non sbaglio può capitare una e una volta sola. Perciò credo, dimmi se sbaglio caro lettore, che possa essere considerato almeno da tutti un appuntamento unico, se per qualcuno non è importante. Anche se, devo dire, l'importanza di questa ricorrenza mi sembra scontata. Il nostro Paese, che è sempre stato al centro della Storia in ogni epoca, grazie alla testardaggine di alcuni uomini, ha raggiunto la propria unità, considerandola un valore non solo politico, ma anche un vantaggio sociale, economico e perchè no, bellico (in tanti si è più forti). Così Garibaldi & C. si fecero tutta la penisola per incontrare convincere e lottare contro quelle persone che invece, per personalismi e tatticismi, preferivano un territorio frammentato e disomogeneo. Sono passati da allora 150 anni, cioè 54.750 giorni, cioè 1.314.000 ore, un paio di guerre e Tangentopoli. Insomma un po' di tempo. Naturale è che la Presidenza della Repubblica voglia degnamente festeggiare questa ricorrenza, non solo con parate, convegni, libri che servono solo a deliziare la piccola elite italiota, ma anche con una grande giornata di festa  per tutti i cittadini, che in quel giorno, come per ogni festa degna del proprio nome, non dovrebbero andare a lavorare e/o a studiare. Così che tutti lo capiscano che è per l'Italia un appuntamento importante, anche per i distratti, per quelli che non leggono i giornali, non guardano la TV (beati loro), che sono troppo piccoli d'età o di cervello per capire oppure parlano una lingua diversa. L'Italia il 17 marzo si ferma e non per uno sciopero o per un lutto, ma fortunatamente per una festa, che coinvolge tutti noi, grandi e piccini. Visto che è troppo bello, ci deve essere qualcuno che rompe le palle e rovina la festa. Iniziano i leghisti nel dire che si, insomma, loro sono secessionisti (sapessero almeno cosa significa...), che l'unità si può ricordare, ma in sordina; ci si mette il Ministro dell'Istruzione, persona simpatica, che dice che quel giorno si deve andare a scuola (forse con qualche accorgimento si potrebbe); ma i migliori sono stati gli industriali che hanno esclamato che non si poteva perdere un giorno di lavoro, in questa crisi perenne.
Passino i padani, ma una puttanata così non deve passare. Si indignino i politici, si allarmino i sindacati e innorridisca il clero (per una volta a ragion veduta), ma qualcuno dica agli imprenditori di non dire stronzate. Non riescono a capire che si tratta di un giorno, si un giorno, non una settimana o un mese, in cui i cittadini, alcuni (e non tutti fortunatamente) dei quali loro dipendenti, possono riposare, ricordando e festeggiando l'unità d'Italia, magari visitando musei risorgimentali, piazze garibaldine, reggie monumentali gratuitamente per rivivere quei momenti che per noi sono stati la base della nostra democrazia, libertà e sviluppo.
Totò direbbe: ma mi faccino il piacere!  E' davvero una grande stupidata quella la critica fatta dagli industriali alla festa del 17 marzo prossimo; spero che nei prossimi giorni se ne accorgano e ragionevolmente tornino sui loro passi.
Per convincerli posso assicurare loro che non sempre accade quello che cantava Celentano "chi non lavora, non fa l'amore" Quella sera, proprio perchè festa, le vostre mogli o i vostri mariti ve la daranno ugualmente, anche se durante il giorno non avete fatto una "minchia".

lunedì 14 febbraio 2011

IL GIUSTO NOME

Non so se ti è mai capitato che una persona, anche se non la conosci, ti trasmetta una particolare sensazione. E' quello che mi è sempre successo ascoltando e guardando il grande Cesare Rubini. Il suo personaggio spiegava bene ciò che lui era: elegante, colto, preparato, sportivo e leader: Rubini era primo in tutto. Negli studi con la sua laurea in chimica, nello sport, prima come pallanuotista e poi come cestista, prima come giocatore e poi come allenatore e dirigente, e infine nella vita come testimonial dello Sport. Primo anche nei record, perchè unico al mondo ad essere nella Hall of Fame per due sport differenti. Triestino di nascita, ma milanese di adozione, ha fatto grande la pallacanestro meneghina, prima sul campo e poi sulla panchina. Con l'Olimpia Milano vince 501 incontri, 9 scudetti da coach e 5 sul campo, 1 coppa campioni, 2 coppe delle coppe e 1 coppa italia, cioè tutto. Da oggi. per quel che conta Cesare, sarai sempre in questo blog, nella sezione "Le date di R.G.V."
A lui non andrebbe intitolato solo il Palalido, ma anche la piazza che lo ospita, cioè Stuparich per ricordare la sua milanesità.
Grazie di tutto Cesare Rubini, uomo prezioso di nome e di fatto!

mercoledì 29 dicembre 2010

I PAN DEL TONI

Del panettone potrei scrivere migliaia di parole che ti risparmio, gentile lettore.
Lo mangerei tutto l'anno a colazione, dopo pranzo e dopo cena. E' quel giusto mix di dolce e non-dolce che adoro. Insomma per me, signor RGV, è il massimo.
Ogni Natale ne assaggio di diversi per confrontarli e commentarli con me stesso. Adesso le mie considerazioni, purtroppo per te che leggi, le scrivo.
Nell'inverno del 2010 ho mangiato il panettone della Pasticceria Martesana di via Cagliero a Milano e quello della panetteria Longoni di Carate Brianza in provincia di Monza.
Ecco quello che penso.
1) Pasticceria Martesana. 26 euro al kilo. Una delizia, una prelibatezza. Scaldato al forno per qualche minuto rivela da subito la sua artigianalità. Dal colore, molto giallo, evidente segnale di presenza di burro fresco e uova nell'impasto. Nella consistenza e fragranza, segno della perfetta lievitazione e della cottura corretta. Insomma da assaggiare e come ha scritto Visentin, gastronomo del Corriere Milano, forse il migliore del 2010.
2) Panetteria Longoni. 20 euro al kilo (...altrimenti in Brianza non te lo compra nessuno). Lui, il Longoni, una certezza, panificatore giovane ma determinato nella scelta degli ingredienti, molti dei quali presidi Slow Food e grande utilizzatore del lievito madre. Il suo panettone una sorpresa. Decisamente meno carico di quello della Martesana, proprio nella sua delicatezza esprime la sua deliziosità. Spiccano le uvette buonissime e la morbidezza dell'impasto, anche in questo caso risultato di ore  e ore di lievitazione naturale. Completa la bontà un'ottima cottura dell'impasto.
Insomma due panettoni che valgono un viaggio.
Tra i tanti che ho provato negli scorsi anni permettetemi di citare: Cova di Montenapoleone, un classico sempre attuale; Sant'Ambroeus, una certezza tra le pasticcerie storiche; Peck, classico panettone di alta gastronomia.
Ma davvero il 2010 è stato una sorpresa e Martesana e Longoni, con due tipi diversi di arte pasticcera, mi hanno positivamente impressionato. 
Buone feste, sempre, mi raccomado, in compagnia di un ottimo Pan del Toni. 

martedì 7 dicembre 2010

PROTESTE LA QUALUNQUE

Come il frasario di Cettola La Qualunque, mitico personaggio di Albanese, anche le proteste in piazza, sui tetti e sui monumenti (dico MO-NU-MEN-TI) di questi giorni sono prive di ogni significato. Attenzione, non perchè sbagliate nei contenuti, ma perchè sbagliate nei modi e ogni protesta giusta nei contenuti ma sbagliata nei modi si rivela inefficace.
Infatti le persone che sono scese in piazza in questi giorni sono dalla parte del torto, almeno quelle che hanno usato la violenza: al senato, oggi davanti alla scala, nei giorni scorsi lungo le vie delle principali citta italiane, e soprattutto quelli che si sono permessi di occupare (o forse è più di moda scriverlo con la k, e una sola, mi raccomando...) alcuni dei monumenti più importanti del nostro Paese; se volevano visitare luoghi chiuso al pubblico potevano firmare una petizione o formare un gruppo di vacanzieri...
Perchè quando la protesta degenera in violenza è sempre sbagliata, passa sempre dalla parte del torto.
Ricordate quando si diceva che per far naufragare gli scioperi, per indebolirli, venivano mandati infiltrati violenti proprio da quelli contro cui si protestava? Se si usa la forza si passa dalla parte del torto e la protesta naufraga.
Non doveva succedere, cari cittadini, è stata una brutta pagina della politica italiana. Più di una riforma fatta male. Che andava, in alcune sue parti, criticata, ma non così.
Ricordate Gandhi e la dottrina della non-violenza.
La prossima volta troviamoci in 100 mila in piazza Duomo a Milano, davanti al Senato o alla Camera, sediamoci tutti in silenzio per 2 giorni di fila e vedrete che la protesta avrà più effetto.
Così ci sarò anch'io. Avete il coraggio e la forza di farlo?

lunedì 6 dicembre 2010

SCENA FINALE

Su come sia morto Monicelli ognuno ha detto la sua. Io rispetto l'uomo e le sue decisioni. Punto.
Mi fanno ridere i santoni del giudizio, quelli che non vogliono essere giudicati, ma che invece non si trattengono dal giudicare.
E' successo ad un giornalista "peso massimo" che sul suo misero (di pagine intendo) foglio di giornale ha scritto che quelli che rispettano il modo in cui Monicelli ha scelto di togliersi la vita, meriterebbero un bel vaffanculo.
Signore, come sempre, l'uomo dai mille volti e dalle mille idee; l'uomo che ha cambiato più volte faccia che il Big Jim Double Trouble.
Tu mandaci pure a fanculo e noi ti facciamo PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR! Come forse avrebbe fatto il Maestro.

venerdì 22 ottobre 2010

STUPIDO E' CHI STUPIDO E'

Oggi in treno, rientrando da Roma a Milano, ho letto la seconda parte di "Allegro ma non troppo" un ironico saggio di Carlo Cipolla edito da "Il Mulino" già nel 1988. In questa sezione del libro, Cipolla declina le 5 leggi fondamentali della stupidità umana, prendendo scientificamente atto del fatto che un uomo è stupido per natura e non può cambiare, contrariamente a quanto diceva Tom Hanks in Forrest Gump. Lo scrittore divide la razza umana in 4 categorie: gli intelligenti, i truffatori, gli sprovveduti e gli stupidi. Ad ognuno da una definizione e consiglia agli intelligenti alcuni metodi di comportamento per non sottovalutare il numero e le azioni che gli stupidi possono fare, rendendo la vita difficile alla società. La prima legge asserisce: "Sempre ed inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione". Le altre quattro scopritele voi leggendo il breve saggio. Straordinarimente attuale e divertente.