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lunedì 26 gennaio 2015

LA LEGGE DEI POLITICI INUTILI

I politici devono rappresentare le idee dei cittadini che li eleggono. Se si perde questo legame o lo si indebolisce, viene meno l'utilità del politico.
Per evitare che questo accada è necessario che i cittadini siano chiamati al voto popolare con regolarità, che possano conoscere direttamente il loro candidato e che possano capire con semplicità le regole elettive. 

domenica 23 novembre 2014

FATTI FURBA SINISTRA

Nella lettera a Repubblica, il premier Renzi dimostra ancor una volta di saper usare il suo paraculismo nel modo e nel momento giusto. Attenzione: non è una critica. Anzi.

lunedì 17 novembre 2014

NEMICI AMICI

Ormai è considerato un avversario più dai suoi alleati che dai suoi “nemici” politici. Come fu anche Craxi, odiato più a sinistra che a destra. Chi?

venerdì 14 novembre 2014

PIU' DISOCCUPATI SENZA TUTELE

Non capisco. Lo ammetto. Questa storia dell’art. 18 che ha fatto tornare la pace nel PD. Quella norma non serve più a un cazzo perché i licenziamenti disciplinari con richiesta di reintrego in un anno sono pochissimi. Mentre i disoccupati sono tantissimi.

domenica 3 novembre 2013

SENZA LAVORO NON SI ASSUME

Oggi molti giornali titolano sul fallimento del bonus assunzioni per i giovani.
Era evidente che una norma che agevolava l’ingresso di nuovi lavoratori nelle aziende non sarebbe stata utile in questo periodo. Si può incentivare un imprenditore a fare nuove assunzioni seppur agevolate se non ha nuove commesse o peggio deve sopravvivere con le vecchie che diminuiscono? Certamente no. E’ una pazzia solo il pensarlo. Invece questo Governo di salvezza nazionale non solo lo ha ideato ma lo ha anche messo in pratica. Con che risultato? Schifoso. Quasi 14 mila domande presentate di cui un 80% accolte (non si capisce perché non il 100% visto che sono state pochissime le richieste) corrispondono ad altrettante assunzioni. Sapete a quanto corrisponde numericamente la disoccupazione giovanile del 40%? Oltre 650 mila ragazzi tra i 15 e 24 anni. Pertanto l'ideona del Governo è servito solo a sistemare meno del 2% di questa popolazione. O meglio ad aiutare chi avrebbe assunto comunque. Direi un successone. Da vergogna. Fino a quando non si penserà a sviluppo e crescita, a defiscalizzazione su investimenti e nuove commesse, permettendo prezzi più competitivi, l’occupazione non aumenterà. Ma sembra che, oltre alle parole, questo sia un falso problema per la larga intesa.

martedì 16 ottobre 2012

I CLICHE' DELLE (NOSTRE) MANIFESTAZIONI

C’era la giovane politicante, c’era l’operaio quasi disoccupato, c’era la studentessa disillusa, c’era il precario, c’era il presidente del circolo, c’era il giovane membro dell’associazione, c’era (naturalmente) il sindacalista. E poi c’erano anche i politici, non quelli famosi però.
Non c’erano gli artigiani, i piccoli imprenditori, i commercianti. Quelli no.
C’erano tutti alla manifestazione del centro-sinistra in Lombardia, tranne quelli che potrebbero farci vincere.

martedì 31 luglio 2012

STATALE INGIUSTO

Si scrivono e si leggono sempre le stesse cose. Torniamo alla polemica degli statali licenziabili. Partendo dal fatto che non si dovrebbe licenziare nessuno se non c’è un giusto motivo, non si capisce perché nel mondo del lavoro italiano ci debbano essere occupati con tutele diverse. Esiste una legge, esiste uno statuto dei lavoratori, bene, deve valere per tutti, privati e statali che siano. Questi non sono due tipi di lavori differenti; entrambi si alzano la mattina, vanno a timbrare il cartellino, hanno dei compiti da fare, delle attività da svolgere e alla fine della giornata se ne tornano a casa; dirigenti, quadri, impiegati o operai che siano. Nessuna differenza siano privati o pubblici. E allora che discutiamo a fare della licenziabilità degli uni e degli altri? O non si può fare per nessuno o si può fare per tutti. La legge deve essere uguale per tutti. O no?

mercoledì 22 febbraio 2012

L'IDEOLOGIA, MALGRADO TUTTO, CREDO ANCORA CHE CI SIA

Le parole della Marcegaglia sull'articolo 18 di certo non si addicono al Presidente di Confindustria; sono superficiali, banali e sbagliate. Infatti la Emma porta ad esempio alcuni comportamenti lavorativi che anche in presenza dell'articolo 18 possono essere motivo di licenziamento. Nel nostro ordinamento infatti esistono la giusta causa e il giustificato motivo soggettivo che permettono ad un datore di lavoro, attraverso una procedura, di licenziare un proprio dipendente che ha commesso un inadempimento più o meno grave degli obblighi contrattuali. Tra questi ci possono essere anche l'assenteismo ingiustificato e prolungato oltre che il fancazzismo cronico.
L'affermazione della Marce, oggi smentita da Bombassei credo più per opportunità elettorale  che per convinzione, è il segnale che sul tema dell'articolo 18 in Italia non si può parlare serenamente perché è da tutti vissuto ancora come un'ideologia.
E i giovani continuano ad essere disoccupati. 

giovedì 27 ottobre 2011

FLESSIBILITA', CONTINUITA', SEMPLICITA'

Il lavoro, insieme alla salute e alla casa, è un argomento su cui vivono da sempre molti preconcetti o falsi storici.
Come è cambiata, mutata, radicalmente trasformata la vita di ognuno di noi, così anche il lavoro e le sue modalità avrebbero dovuto essere modificate.
Invece, se ci pensiamo bene, nulla si è mosso da quel lontano Statuto dei lavoratori. Anzi a dire il vero qualcosa è stato riformato, vale a dire nel 1997 è stata introdotta la legge sul lavoro temporaneo, poi modificata nel 2004 da Biagi.
Se pensiamo bene, il precariato, che dovrebbe essere conseguenza di queste due leggi, è sotto il mirino delle parole della politica.
E’ proprio vero allora che la precarietà è il male del nostro mercato del lavoro? E’ proprio vero che l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori (fatto quasi 40 anni fa quando non c’erano ancora i PC…) è irriformabile?
La precarietà lavorativa è uno stato inesistente, creato dalla parziale applicazione delle leggi in vigore. Infatti se venisse attuato per intero il protocollo Biagi si potrebbe parlare solo di flessibilità.
A questo termine, ipocritamente spesso usato con accezione negativa, deve essere associato il concetto di continuità, ovvero la possibilità del lavoratore (sia esso subordinato o meno) di usufruire, durante i periodo di disoccupazione, di una formazione che gli permetta di aggiornare la propria professionalità, magari adeguandola alle nuove esigenze dei mercati. A loro andrà anche erogato un rimborso mensile proporzionato alle ore settimanali svolte nell’ultima occupazione.

giovedì 30 dicembre 2010

SUSANNA TUTTA PANNA

Che Cremaschi non fosse un tipo facile è riconosciuto; è un rivoluzionario, uno che ha sempre la lotta nel cuore e quando gli manca, trova sempre l'occasione anacronistica di parlare di "non si potrà che rispondere con la lotta e la mobilitazione democratica" come ha fatto in occasione dell'ultimo accordo su Mirafiori bollandolo come fascista (.. addirittura) e invocando lo sciopero generale.
Se ci fosse stato "mollica Epifani" non avrei avuto dubbi: avrebbe assecondato il Cremaschi e avrebbe anche lui gridato allo scandalo.
Ma da Susanna mi sarei aspettato un atto di coraggio, una presa di posizione piu' conciliatrice. Invece, anche lei,  si è sciolta come il famoso formaggino nella minestra davanti al passionario Giorgio e alle sue utopie di rivoluzione.
E' vero è solo l'inizio, ma chi ben comincia...
Non mi scoraggio e non lo fate neppure voi. Sono convinto che anche la CGIL prenderà posizioni piu' diplomatiche, piu' ragionevoli, che favoriscano i lavoratori e non gli interessi del sindacato.
Sono ottimista perchè non può essere altrimenti, non per la FIAT di cui non me ne importa un fico secco, ma per il lavoro, non solo quello di Mirafiori, ma quello di migliaia di altri metalmeccanici rappresentati dalla Fiom.
Perchè in Germania, in Francia e in Spagna, facendo il contrario di quanto fato in Italia dal sindacato dei lavoratori piu' rappresentativo hanno rimesso in moto l'economia, hanno creato nuovi posti di lavoro.
Perchè non può essere altrimenti che l'accordo firmato da Cisl, Uil e Ugl. Che Cremaschi, mente di Landini, lo capisca. Che la Camusso non faccia il formaggino, ma in modo deciso e convincente, riformi quel sindacato che prende il nome di CGIL.