lunedì 27 settembre 2010

S.P.Q.R.

Non "Senatus Populusque Romanus", non "Sono Porci Questi Romani", ma più semplicemente "SONO PADANI QUESTI RIMBAMBITI".
Bossi, te capì?

ETERNA VECCHIAIA

Qui di seguito faccio l'elenco dei nomi e dell'età dei leader di governo e dei loro principali avversari politici di alcuni dei più importanti Paesi della Comunità Europea, citandone infine il Presidente.

- Francia: Nicolas Sarkozy, 55 anni vs Martine Aubry, 60 anni
- Inghilterra: David Cameron, 44 anni vs Ed Miliband,  40 anni
- Spagna: José Luis Rodríguez Zapatero, 50 anni vs Mariano Rajoy, 55 anni
- Germania: Sigmar Gabriel, 51 anni vs Angela Merkel, 56 anni
- Italia: Silvio Berlusconi, 74 anni vs Pierluigi Bersani, 59 anni
- Stati Uniti: Barack Obama, 49 anni vs Michael Steele, 52 anni
- Austria: Werner Faymann, 50 anni vs Josef Pröll, 42 anni
- Olanda: Jan Peter Balkenende, 54 anni vs Job Cohen, 63 anni
- Presidente della Commissione Europea: José Manuel Durão Barroso, 54 anni

E' evidente come i nostri maggiori esponenti politici siano i più vecchi e la loro età la dimostrano tutta, soprattutto nel modo di pensare. E se il nuovo deve essere Grillo (62 anni), Vendola (52 anni) e Di Pietro (60 anni) siamo messi davvero male.
Dateci un Cameron, un Miliband, un Obama qualsiasi vi prego!

domenica 26 settembre 2010

PIANGERE DAL RIDERE

Beppe Grillo è un bravissimo comico, il migliore, e mi fa tanto ridere, ma tanto ridere,ma talmente ridere che … mi viene da piangere a vedere un comico populista che fa il politico populista dicendo che non vuole fare un partito ma si vuole presentare alle elezioni, che il suo movimento nasce dal basso ma poi le linee guida le da lui dall’alto del suo potere comunicativo e le decisioni da prendere sono la conseguenza dell'interpretazione dei suoi sermoni laici. Proprio coerente ...
Di baffuto saccente ne abbiamo già uno, non ce ne serve anche un'altro barbuto.

FRATELLI NON COLTELLI

Ed e David sono due giovani adulti fratelli anglosassoni. Provengono da una famiglia borghese con radici culturali saldamente radicate nella sinistra internazionale. Hanno in comune naturalmente il cognome, Miliband, ma soprattutto la passione per la politica e una forte cultura socialdemocratica. Ed è più giovane, ha 40 anni, ha idee più radicali; David invece è il “grande”, ha 44 anni, ed è il liberale di famiglia. Si sono correttamente affrontati per la guida del Labour Party inglese, uno delle organizzazioni politiche più antiche del Mondo. Ha vinto Ed, il più giovane, a soli 40 anni, seppur di poco, con il 50,6% dei voti. Nonostante la scarsa differenza, il Labour sarà tutto con lui e a lui verrà data la responsabilità di ricostruire l’immagine del partito, di riprendersi voti e di sfidare il premier David Cameron.
Questo è vero ricambio generazionale. In bocca al lupo Ed!

venerdì 24 settembre 2010

CHI di MONETINA FERISCE…

Il cappio, le monetine, gli sputi e gli insulti erano molto usati nella comunicazione politica dell’inizio degli anni novanta. Certo, bisognava andare contro i ladri che si erano, forse, rubati soldi, notorietà, fama e potere. Facile allora, ma adesso, a quasi vent’anni da quei giorni, a quanto pare è difficile rimanere coerenti. Così chi sventolava cappi in Parlamento, oggi è il più fedele alleato di un partito pieno zeppo di inquisiti, a volte condannati a partire dal suo leader e fondatore: cari leghisti siete ko. Altri invece da estrema destra inneggiavano allo scandalo, sostenevano qualsiasi magistrato che abbattesse con avvisi di garanzia i professionisti delle tangenti: anche per gli ex di AN, oggi FL, un evidente ko di coerenza visto che anche loro, fino a poche settimane fa, sono stati alleati della PDL e che hanno il loro leader indiscusso che la Camera non solo la presiede ma anche l’affitta! Ma il bello arriva adesso. Quelli che lanciavano le monetine e sputavano copiosamente per le vie di Roma e Milano, oggi sono gli stessi che farebbero un’alleanza strategica con l’affitta camere delle istituzioni e che nella regione del nemico-amico Niki hanno più indagati che iscritti. Ko anche per il Piddì. E infine, e infine, e infine Tonino “Chips” Di Pietro. L’uomo di Montenero di Bisaccia sembra che verso la fine del 1994 disse a Borrelli che non avrebbe mai lasciato la magistratura e che non avrebbe mai utilizzato la sua notorietà per entrare in politica. Ko anche all’Antonio che da buon maestro ha insegnato come riciclarsi anche al collega De Magistris, detto dagli amici “toga si, toga no”.
Parafrasando l’Alighieri, “lasciate ogni speranza, voi che li votate”

LAPO, sull’AAAATTENTIIII!

Ho una certa ammirazione per Lapo Elkann, rampollo della famiglia Agnelli, per la sua stravaganza e per il suo atteggiamento fuori dai luoghi comuni delle grandi famiglie italiane.
Non nasconde la bella vita che fa, sapendo di potersela permettere. Ha un padre intelligente e un fratello preparato che sicuramente lo aiutano. Forse lo hanno supportato anche nell’aprire la sua nuova attività imprenditoriale legata al mondo della moda e del costume di cui lui è maestro di eleganza certamente non convenzionale. Italian Independent è una grande idea, che mira a interessare una elite di utenti e non il semplice “pret a porter”. Bellissima la sua collezione di occhiali, interessante l’oggettistica e molto chic-divertente la sua linea di abbigliamento; la mia preferita è quella dedicata al rock. Ma quest’anno ha esagerato. Le camicie e le giacche militari no (vedi foto). Non le trovo eleganti e nemmeno stravaganti, non sono innovative e rappresentano tutto ciò che le nuove generazioni non dovrebbero essere. Caro Lapo, lascia all’esercito la mimetica e continua a dare ai giovani italiani il rock.

BRAVO AHMADINEJAD

Sembra strano, ma giorni fa il presidente iraniano, noto ai più per le sue sparate sulla bomba atomica e contro gli Stati Uniti, ha fatto una considerazione corretta. Se il mondo si muove per salvare Sakineh, iraniana condannata alla lapidazione, perchè non lo fa anche contro la pena di morte negli Stati Uniti, in particolar modo contro una certa Teresa Lewis, condannata per aver ucciso il marito? E' vero, hai ragione. Ci indignano entrambi, come ci spaventano i richiami a nuove pena di morte, come ci fanno rabbrividire tutte le esecuzioni che per giustizia avvengono ogni anno nel mondo. Nonostante abbiamo fatto cose diverse, sia Sakineh che Teresa vanno salvate e vanno tutelati i loro diritti civili. Poi Sakineh deve tornare a essere libera dove vuole, mentre Teresa dovrà scontare una pena penitenziaria adeguata all'efferrato omicio commesso. Due storie diverse, due situazioni quasi opposte, ma anche due vite da salvare. Contro ogni pena di morte, sempre. Per informazioni visita il sito di Amnesty International.