giovedì 21 novembre 2013

O FAMO STRANO!

Molti dicono che sarebbe meglio quello inglese. Altri quello francese. Per certi sarebbe meglio farle con lo spagnolo. Ultimamente va di moda anche il tedesco. Nessuna malizia, mi raccomando. Stiamo parlando del sistema elettorale. Quel sistema che dopo il 1992 siamo riusciti talmente a peggiorarlo da renderlo per niente rappresentativo. Quel sistema che tutti promettono di cambiare, ma che in fondo nessuno vuole modificare.
E se il problema non fosse lì? Se la domanda che ci dobbiamo fare non fosse che sistema elettorale vogliamo? Se quella giusta fosse “ma che partiti abbiamo oggi?”
Perché il sistema partitico è direttamente legato al sistema elettorale che un Paese deve avere. Dove ci sono partiti deboli, simili a comitati elettorali (vedi Inghilterra, America e Francia) il sistema elettorale è molto forte, stabilizzato da un sistema presidenziale di stampo parlamentare con un leader difficilmente rimuovibile. Dove, invece, i partiti sono molto rappresentativi, con una presenza territoriale diffusa e una partecipazione corposa, con tanti militanti, allora anche un sistema elettorale più debole può garantire la stabilità (vedi Spagna e Germania)

domenica 3 novembre 2013

SENZA LAVORO NON SI ASSUME

Oggi molti giornali titolano sul fallimento del bonus assunzioni per i giovani.
Era evidente che una norma che agevolava l’ingresso di nuovi lavoratori nelle aziende non sarebbe stata utile in questo periodo. Si può incentivare un imprenditore a fare nuove assunzioni seppur agevolate se non ha nuove commesse o peggio deve sopravvivere con le vecchie che diminuiscono? Certamente no. E’ una pazzia solo il pensarlo. Invece questo Governo di salvezza nazionale non solo lo ha ideato ma lo ha anche messo in pratica. Con che risultato? Schifoso. Quasi 14 mila domande presentate di cui un 80% accolte (non si capisce perché non il 100% visto che sono state pochissime le richieste) corrispondono ad altrettante assunzioni. Sapete a quanto corrisponde numericamente la disoccupazione giovanile del 40%? Oltre 650 mila ragazzi tra i 15 e 24 anni. Pertanto l'ideona del Governo è servito solo a sistemare meno del 2% di questa popolazione. O meglio ad aiutare chi avrebbe assunto comunque. Direi un successone. Da vergogna. Fino a quando non si penserà a sviluppo e crescita, a defiscalizzazione su investimenti e nuove commesse, permettendo prezzi più competitivi, l’occupazione non aumenterà. Ma sembra che, oltre alle parole, questo sia un falso problema per la larga intesa.

domenica 20 ottobre 2013

LE IDIOZIE DEGLI IDIOTI

Noi italiani siamo un popolo strano. Lo si capisce semplicemente scorrendo i titoli dei giornali in questi giorni.
Con tutti i problemi che abbiamo, dalla disoccupazione, alla crisi, alla recessione dei consumi interni, all'immigrazione incontrollata, riusciamo a discutere di immense cazzate
Si parla tanto di Pribke. Ormai per la storia è un assassino. Personaggio servile al potere, senza dignità umana. Lo sappiamo. E che si fa, titoloni sui giornali, riportando le dichiarazioni idiote di suo figlio o del suo avvocato. Seppellitelo e lasciamo la sua vita la pessimo giudizio che la storia ha già dato.
Ma non finisce qui lo show. Ormai del Berlusca sappiamo tutto. Forse fin troppo. Adesso basta. Anche qui la storia giudicherà. Grande imprenditore o mediocre politico? Grande leader o pessimo capopopolo? Tutto questo. La sua storia politica è finita. La storia politica dei conservatori è in mano alle nuove generazioni. Abbiamo loro la forza di ricominciare da capo. Ma piantiamola di commentare. Il passato non frega più a nessuno.

venerdì 18 ottobre 2013

IL QUESTIONARIO DI PROUST

Il tratto principale del mio carattere
allegria, ottimismo, socievolezza
La qualità che desidero in un uomo
rispetto, onestà
La qualità che preferisco in una donna
stile,  educazione, gentilezza
Quel che apprezzo di più nei miei amici
sincerità
Il mio principale difetto
l’ignoranza
La mia occupazione preferita
la politica
Il mio sogno di felicità
essere d’aiuto alle persone

sabato 15 giugno 2013

LET(T)ARGO

Letta è una brava persona. Ma soprattutto è un bravo politico. Anche se le due caratteristiche possono apparire inconciliabili, in lui coesistono. Forse questo sarà il motivo della sua sconfitta. Ha un vantaggio rispetto a tutti gli altri: è democristiano, di quelli veraci e capaci e questo, forse, lo salverà.
Letta guida il governo più difficile e insieme più ridicolo della storia della Repubblica italiana. E’ il leader del parlamento più giovane ma anche più incompetente della nostra storia. Parlamentari che parlano a caso, senza saper cosa dire, che per andare in televisione, anche per poco, venderebbero la propria madre (l’anima l’hanno già venduta) e che dopo le belle parole sulla coerenza e sui tagli degli stipendio, sanno benissimo che senza quel posto, si ritroverebbero disoccupati.

venerdì 1 marzo 2013

RIPARTIRE

  1. abolizione dei rimborsi elettorali
  2. razionalizzazione del numero dei parlamentari e dei loro compensi
  3. legge elettorale maggioritaria on doppio turno alla francese
  4. inasprimento delle pene per la corruzione e l'evasione, falso in bilancio e collusione mafiosa
  5. ineleggibilità per condannati, portatori di conflitti di interessi e concessionari pubblici
  6. riduzione delle spese e degli interventi militari

martedì 29 gennaio 2013

PERCHÉ MI CANDIDO

Mi candido a Consigliere della Regione Lombardia per 3 semplici motivi:

1) per liberare la Regione da incrostazioni di potere e interessi che hanno governato ininterrottamente per 17 anni

2) per ridare forza e centralità alla cultura riformista, libertaria, socialdemocratica e popolare, che è stata alla base della nascita della Regione e che l’ha resa grande

3) per costruire una grande maggioranza popolare capace di andare oltre il centrosinistra, realizzando quel “Patto Civico” che dia una svolta radicale nelle forme di governo della Lombardia

Per una Lombardia forte, libera e aperta.

"La nostra missione è quella di tener duro quando tutti cedono, di alzare la fiaccola dell'ideale nella notte che circonda; di anticipare con l'intelligenza e l'azione l'immancabile futuro" (Carlo Rosselli)