Dopo aver malmenato un bambino marocchino, dopo aver disinfestato lo scompartimento di un treno occupato da nigeriane, dopo aver tentato di “riscaldare” alcuni extracomunitari a Torino e dopo averne dette un sacco contro ogni razza diversa da quella padana, Mariuccio non ti incazzare se ti dicono che puzzi. What goes around comes around.
mercoledì 6 ottobre 2010
PANETTONI BETTINI
Credevo che di Bettini ci fossero solo i panettoni di Monza; invece oggi ho scoperto che c'è anche un tal Goffredo Maria Bettini, illustrissimo esponente del Piddì. Ho saputo questa notiziona perchè il Goffredo per arrivare alle cronache nazionali, ha detto una grandissima piddiata, stile Walteruccio nostro: «Per battere Berlusconi intesa a termine con Montezemolo; dovrebbe mettere la sua popolarità a disposizione di una battaglia civile e democratica». Il Compagno Luca Cordero con pochette, Ferrari e poltrona FRAU al seguito, in difesa dei lavoratori, anche di quelli licenziati a Melfi.
Si vede che il Piddì ha paura di non mangiare il Panettone quest’anno.
FESTIVAL DELLA CANZONE PADANA
1° classificato
"Purtroppo io non sono Matteo Salvini
Vorrei pesare come Matteo Salvini
Firmare tessere alle fan, riempire grandi piazze
E fare quel che fa Matteo Salvini
Vorrei vestirmi come Matteo Salvini
Vorrei convivere con Matteo Salvini
Se fin da piccolo il mio mito era Jim Morrison
Con Rambo e Rocky, adesso è solo Matteo Salvini!!!"
Note.
1) Da cantare sulla musica di “Vorrei cantare come Biagio” di Cristicchi
2) Al leghista Salvini potete sostituire a piacere il nome di qualsiasi altra simpatica camicia verde.
martedì 5 ottobre 2010
AI LOV DIS GHEIM
Domenica mattina mi chiama mio fratello e mi dice “Ciao, vuoi venire con me a vedere Olimpia – New York? Ho un biglietto in più”. Un mito mio fratello “Non devi nemmeno metterlo - rispondo io - il punto di domanda in fondo alla frase, certo che si” Una partita memorabile con l’ex giocatore di Milano Danilo Gallinari in campo, ora stella dei New York Knicks e sulla panchina una vera gloria, mito del basket meneghino, cioè Mike D’Antoni, unico playmaker della grande Olimpia degli anni 80. Mio fratello è il numero 1. Biglietti di prima fila, divertimento assicurato. Partita tecnicamente sotto le aspettative, ma lo spettacolo non manca.
Due le cose che mi hanno stupito di più: il numero di guardie del corpo di David Stern, mega-commisioner della NBA e il Mister che suonava le tastiere per le musiche che si sentono in campo durante le partite americane; pensavo fossero campionate invece è sempre un mini-concerto live!
The show must go on.
The show must go on.
IL CAVALIERE E I MAGISTRATI
Che i magistrati abbiano troppo potere mi sembra evidente; hanno capacità mediatiche e di opinione che chi fa il loro lavoro non dovrebbe avere data la riservatezza dei dati che trattano. Dovrebbero mettere in pratica le leggi che il parlamento vota, senza scioperi accompagnati da palesi manifestazioni di critica. Questo è, forse, sempre accaduto, ma si è acutizzato dal 1994 e dalla comparsa sulle scene del supereroe Tonino da Montenero di Bisaccia.
E dalla loro non possono nemmeno difendersi dicendo che sono bravi ed efficienti; hanno messo in galera qualche ladruncolo in Mani Pulite (e probabilmente quelli sbagliati), ma di certo hanno processi in ritardo come nessun altro paese d’Europa.
Perciò un qualche approfondimento sulla loro modalità di lavoro non guasterebbe. Non so se la Commissione Parlamentare è la strada giusta, anche se poi è il Parlamento stesso che dovrebbe fare le leggi per migliorare la situazione e di conseguenza sarebbe meglio che la conoscesse bene.
Il problema è un altro e si chiama Berlusconi. Il ragazzo non sta simpatico ai giudici e un po’ lo si è capito (anch’io faccio fatica a comprendere perché tutti i suoi guai giudiziari sono incominciati dalla sua discesa in politica: se era un furfante, lo era anche prima). Pertanto finchè c’è il Berlusca, nessuna riforma della Giustizia sarà quella giusta.
Finchè c'è Silvio, non c'è speranza.
RGVBET
Se la Moratti sfiderà Boeri vincerà con il 60%; se sfiderà Pisapia con il 65%, se Onida con il 70%.
Si accettano scommesse.
UMBERTONE, AMICO MIO
Ho grande stima di Umberto, anche se probabilmente non condivido quello che dice e neppure quello che solo pensa. Però mi fa simpatia. Credo che dal 1992 sia uno dei pochi veri politici che ci sono nel nostro Parlamento. Mi piaceva di più il Bossi prima maniera, con canottiera e jeans che girava le valli della Lombardia a convincere il popolo che bisognava ribellarsi ai ladroni, che era necessario staccarsi da Roma e dalla sua politica. Lo aiutavano una grande forza di volontà e la determinazione. Si è girato davvero tutta la nostra regione, valle per valle, paesino per paesino cercando di convincere persona per persona a seguirlo . Lo ha fatto con pochi soldi. Ci è riuscito. Ha creato prima un movimento, poi un partito e infine un modo di essere, quello leghista. E’ un rivoluzionario, un Che Guevara delle montagne bergamasche, uno che te le dice in faccia e a volte nemmeno ci pensa a quello che dice. Ha fatto crescere politici giovani, alcuni con più senno altri molto idioti, ma fa parte dell’avventura. Ha avuto coraggio, ha fatto alleanze ma non si è mai svenduto politicamente, non so finanziariamente. Neppure la malattia lo ha fermato. Ha fatto tutto questo e adesso? Cosa lascia? Niente. Perché all’unico vero Partito nato negli anni 90 del secolo scorso manca tutto. Una vera linea e soprattutto una nuova guida. Chiunque vorrà sostituire l’Umberto sarà inadeguato e sicuramente non avrà lo stesso carisma e la stessa voglia.
E fortunatamente una trota non fa primavera.
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